Il Fatto Quotidiano
CARO MIGRANTE, NON PARTIRE TE LO DICE ANGELINO ALFANO

Caro Furio Colombo,

Ho appena appreso una notizia stupefacente. Il ministro  dell'Interno italiano ha inviato una lettera, un film e un programma radio per indurre i migranti a non partire. Conta che riceveranno il materiale umanitario almeno in rete e che si persuaderanno  a non tentare un viaggio così pericoloso. Non ci credevo, ho verificato, è vero.

Giovanna

Si, è vero. E a me è capitato di ascoltare l'intera presentazione dell'iniziativa, presente il ministro Alfano, alla sede della Stampa  Estera, ritrasmessa da Radio Radicale. E andata così. Una voce ha spiegato che il viaggio ( specialmente per coloro che provengono da Somalia, Eritrea, Sud-Sudan, Ciad, Nigeria ( area Boko Haram ) è composto di due diverse traversate molto pericolose: il deserto, per raggiungere la Libia. E il Mediterraneo  per raggiungere l'Europa. Interviene  un esperto per  precisare il tipo di pericolo del deserto: condizioni climatiche proibitive, mancanza di acqua, predoni, sia coloro che trasportano sia  coloro che  attaccano lungo il percorso, per rapina. Seguono gli esperti del mare ( che fanno riferimento anche al film ) per narrare le vicende  che ogni giorno i telegiornali ci mostrano: migliaia di salvati, che vuol dire, per tragica simmetria, migliaia di annegati ( in prevalenza, donne,bambini, neonati ). Il corso illustrativo si sofferma sugli " impresari" di questa doppia vicenda di morte. La logica della narrazione è questa: i migranti, profughi di guerra o in cerca di lavoo, se lo sanno non partono. Gli uomini di Alfano con tenacia insistono  ( e lo dicono nel programma presentato alla Stampa  Estera ) nel dividere profughi di guerra da una parte e  cercatori di un buon impiego  e di vita migliore, dall'altra. Evidentemente usano esclusivamente fonti leghiste  e le loro false statistiche per dire, come in certi dibattiti televisivi a cui nessuno reagisce, che coloro che fuggono dalla guerra sono il 2 o 3 per cento e tutti gli altri sono, per citare Salvini, " ladri di lavoro". Come  testimoniano l'Agenzia Rifugiati   dell'Onu,  Medici  senza Frontiere e ogni altra ONG disponibile sul percorso, non è vero. E' vero il contrario da almeno tre anni, L'iniziativa, come hanno pensato,costernati, i giornalisti della Stampa  Estera a cui, per primi, è stato presentato il progetto, è una idea finto-umanitaria e tutta leghista. Primo perchè nessuno resta dentro un incendio, persino  se rischia di bruciarsi nella fuga. Secondo, perchè ben pochi, a questo punto della storia, attraversano il deserto e il mare, affrontando  rischi che conoscono bene, solo nella  speranza di vivere meglio. Terzo, perchè chi ha preso una simile decisione, costosa, pericolosa e disperata, non si lascia dissuadere dal messaggio di qualcuno che sta dicendo: resta dove sei, qualunque cosa  ti stia accadendo, perchè qui non ti vogliamo. Il travestimento umanitario si autodenuncia nell'assurdità del programma, ed è imbarazzante. L'esito, se e quando arriva sul posto da parte di un mondo che non vuole sentir parlare di corridoi umanitari, farà ridere di tristezza e di disperazione. E' il messaggio di chi a nessun costo verrà a salvarmi.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –05– agosto -2016 pag. 18

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