Il Fatto Quotidiano
TUTTI I NODI DELL'EUROPA ALLA STAZIONE DI COMO

Caro Colombo,

Vorrei sapere una cosa: da quando l'Italia è uscita dall'Europa ed è costretta a tenersi chi sbarca ( per forza ) in Italia? Da quando sapevamo che tutto questo sarebbe successo? E abbiamo aspettato senza muovere un dito?

Mirko

Lo stato delle nostre relazioni con l'Europa è due volte penoso. Perchè, in un modo strano e  rovesciato, obbediamo a regole sbagliate facendo male a noi stessi. Le regole sbagliate riguardano la pretesa degli altri Paesi dell'Unione Europea di non avere a che fare che i profughi che sbarcano sulle coste italiane, e di lasciare il problema  esclusivamente all'Italia. L'Italia però si comporta nel modo più strano e inaspettato: invece di battersi per vedere  riconosciuto il diritto di libero  movimento dei rifugiati attraverso i   Paesi dell'Unione, impegna le esauste forze di polizia italiane a battersi contro i migranti e contro gli italiani di buona volontà che li aiutano,  affinchè " sgomberino". Ma siccome non c'è dove sgomberare  perchè  le frontiere restano chiuse,  gli  emigrati sono ancora ( e aumentano ) nelle strade e  nelle piazze italiane, assistiti da  pochi e circondati dai commenti poco riflessivi di coloro che dicono " adesso basta", ma non vogliono sapere di che cosa parlano. Parlano di una cultura leghista che ha fatto smontare, nel Paese, tutti i luoghi dove un minimo di assistenza e di accoglienza e di cure mediche  sarebbe stata possibile. Parlano di scuole vuote, caserme vuote che, almeno d' estate, avrebbe potuto diventare decenti luoghi di sosta a patto di aiutare i Comuni con i fondi eccezionali che si accantonano per i danni della natura.  Parlano della strana storia di fare la voce grossa e - a volte - di  usare le maniere forti con chi non ha più ne Paese nè casa, invece di esigere dall'Unione Europea il rispetto delle regole, la decenza morale e la condivisione dello immenso problema destinato a non finire finchè non finiscono le guerre. Nella politica interna italiana invece l'affollarsi delle stazioni e dei  luoghi  di frontiera  dove esseri umani disperati sostano senza soccorso,  viene visto alla stessa stregua di altri gravi problemi urbani, come i trasporti e i rifiuti, abbandonando  i sindaci, lasciando ai prefetti di immaginare qualche soluzione. Il governo, intanto,  si occupa di referendum , crede che "riforma"  sia crearsi leggi convenienti invece che salvare persone disperate che tentano di continuare a esistere nel mezzo di una estiva solitudine spettrale, fra cittadini disattenti ( perchè  io, se non ci pensa  il governo?) e il niente come risposta al dramma.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –11– agosto -2016 pag. 12

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