Il Fatto Quotidiano
CAPALPIO, I PRESUNTI VIP E LA VERITA' SUI PROFUGHI

Caro Colombo,

Sono stato  sorpreso da una pagina del "Corriere della Sera" ( Virginia Piccolillo, 13 agosto ) che racconta l'arrivo di profughi assegnati a Capalbio dalla prefettura. C'è  una grande riproduzione grafica, dall'alto, di campagna e mare intorno a Capalbio. Ci sono otto fotografie di persone,  tra cui la sua, con quest'unica indicazione: "i personaggi e le residenze". Non c'è traccia di residenze. Ma nel testo si precisa: "E così il capoluogo dell'estate Vip si indigna”.  E' vero?

Francesco

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Che non lo sia lo dice l'unica breve intervista che compare nella pagina a Nicola Caracciolo,  con una frase mite e chiara che dice: " siamo per l'accoglienza. Qui vive una comunità di rumeni perfettamente integrata che non sono piovuti dal cielo. La popolazione è stata partecipe e coinvolta."  Sta dicendo che, una volta abolite  le province, il poter e statale cade direttamente e pesantemente su centri anche piccolissimi che non sanno a chi rispondere e come comunicare. Però chi vorrà riprendere la pagina 22 del Corriere  del 13 agosto noterà una vena continua  di distorsioni di tutta la storia, che toglie molto alla dignità del giornale e di cui non si capisce la ragione. Chi sono e i " vip " della grande fotografia? Perchè sono vip? e si può vedere almeno una lussuosa villa con piscina? Ma per capire ( o meglio per non capire)  il senso di un articolo  così antico da avere perduto ogni possibilità di divertire  qualcuno a Forte dei Marmi o a Castiglione della Pescaia, sentite  questa descrizione di coloro che si aggirano nel loro dominio di Capalbio: " nel borgo medievale della torre merlata,  la  sinistra radical chic, tutta cuoio, giacche  da caccia, pianelle (?) e politically correct (...) si indigna, sospetta un dispetto e si prepara , il 25 agosto, alla vigilia del premio Capalbio, a protestare contro la scelta assurda". Ovvio che non c'è niente di vero nell'estroso "reporting", ma questo non è il caso della verifica mancata di cui si parla tanto nelle scuole di giornalismo. E' un caso di omissione di buon senso. Chiunque  sa che ai  presunti vip dalle colorite descrizioni non importa nulla di quello che accade a Capalbio  d'inverno. Tempo dieci giorni e li ritrovi a Roma,  all'Hotel de Russie  per l'aperitivo, o in Sardegna per l'ultimo sole ( ammesso che i personaggi della Piccolillo esistano, e si aggirino per Capalbio camuffati secondo la sua descrizione) . Poteva essere utile parlare con i cittadini che, come in tutto il Paese, sono per metà dalla parte all'accoglienza  e per metà diffidenti e ansiosi . Ma nessuno lo ha fatto in prefettura, e nessuno lo ha fatto nel quotidiano  di cui stiamo parlando. Il quotidiano  però si è preoccupato di una verifica diversa: trovare  il presunto vip che si presti a dire il contrario di quello che ha sempre detto  sul problema  migranti  E così un collega del Corriere mi ha telefonato, avvertendo: " Guarda che non è  una intervista, è solo per sapere come la pensi, poi il direttore deciderà." Ho risposto che sono in ogni caso, per l'accoglienza e ho ricordato le frontiere  chiuse che circondano l'Italia, le stazioni di Milano, di Como,  il confine di Ventimiglia. Gentilmente il collega mi ha detto che mi avrebbe fatto sapere.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –17– agosto -2016 pag. 12

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