Il Fatto Quotidiano
ITALIA SENZA SCAMPO, E' L'0RA DI SALVINI

Caro Colombo,

Lo so che te ne sei occupato spesso, ma che cosa impone o prescrive la presenza continua di Salvini sui nostri schermi?. Sono anni che non dice una cosa nuova e gli elettori lo sanno E lo dimostrano. Perchè condannare gli ascoltatori?

Michele

Mentre scrivo Salvini è appena andato in onda su tutte le reti con la dichiarazione:" Mattarella ( il presidente della Repubblica, n.d.r.) è complice degli scafisti". La frase passa liscia, senza risposte, come se avesse detto che Mattarella è stato giudice della Corte Costituzionale. La struttura della comunicazione italiana  è la seguente: tutte le notizie italiane, con commenti, contraddizioni e repliche. E poi Salvini, indiscusso e assoluto benchè inventi i suoi offensivi interventi a braccio. Perciò, all'ora del vostro telegiornale preferito mettetevi con pazienza davanti al televisore. L'ingresso  delle  immagini di Salvini oscilla fra la seconda e la quarta notizia e, in modo assoluto, non manca mai. Poichè è impossibile che  Salvini ( come, del resto, chiunque altro ) possa dire una cosa nuova al giorno, e poichè, per grazia e volontà di Berlusconi, non partecipa più a nulla che possa immaginarsi come una colazione nazionale, oltre alla impossibile cosa nuova c'è anche il dramma della impossibile nuova strategia. Dove potrebbe o vorrebbe andare ? Dunque è inimmaginabile che ci sia attesa, per sapere fra un momento quali novità ci riserva. Eppure implacabilmente   la televisione ce lo trasmette con maglietta della Polizia,frutto di appropriazione indebita ( come fa sapere la Polizia  stessa )  e dopo avere dedicato la sua giovane e operosissima   vita, all'ideale della secessione ( che vuol dire spaccare il Paese, dopo averlo vilipeso  in tutti i modi possibili ) adesso, all'improvviso, si esibisce in un elogio dei sacri confini della patria. Da persona che non deve essere stato in classe quando l'insegnante parlava dei seicentomila morti della prima guerra mondiale, ci comunica che lui, durante la ripresa televisiva, sta seduto sul bordo di quel confine per dire che i confini. si difendono, non si aprono. E questo perchè "ciascuno possa fare il comodo proprio a casa propria". Un discorso del genere lo ascolti con pazienza da qualcuno che, essendo riuscito a scampare ogni possibile contatto con l'informazione e con la cultura, è giunto a tarda età e ricorda altri tempi in cui arrivava un re, come nelle canzoni di Jannacci, e ti faceva combattere. E se non. camminavi dritto verso la mitragliatrice nemica,  ti sparavano alle spalle, e iscrivevano il tuo nome fra gli eroi del paesello natìo, in piazza. Salvini sa che, benchè la sua maglietta non gli sia stata donata dalle Forze dell'ordine, ormi si è messo al sicuro e non sarà fra quelli che dovranno andare a difendere i sacri confini della patria. Ma, proprio per questo, non vede l'ora che una guerra ci sia davvero, e non sa come provocarla. Ognuno ha la natura che ha. Salvini ha la sua, un po' fascista e un po'  teppista, molto " armiamoci e partite," nella migliore tradizione nazionale. E i confini della patria  gli servono per vedere se qualcuno cade nella trappola e si infiamma ( come avrebbero detto i primi squadristi ) e comincia ad aggredire gli immigrati, che si sono infiltrati indebitamente nel Paese. Tutto vero, io credo, e tutto giusto, dal punto di vista distorto della Lega. Ma perchè trasformarlo  ( lo fanno anche le TV private ) in un servizio pubblico obbligatoriamente imposto agli italiani?  Dove sono numeri, statistiche, sondaggi che dicono che senza Salvini il pubblico ci resta male? Certo, il pubblico diventa più cattivo, e l'umore della gente peggiora. Perchè costringere così tanti alla cura di odio Salvini che, a differenza  di tante medicine  sgradevoli, fa anche male?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –20– agosto -2016 pag. 12

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