Il Fatto Quotidiano
IL MONDO E' IN ANSIA PER LE NOSTRE " RIFORME"

Caro Furio Colombo,

Leggo ormai tutti i giorni che l'uscita inglese dall'Europa è uno scherzo a confronto con le riforme della Boschi. So che non può essere vero, ma mi domando il perchè lo dicano.

Fiorenza

E' stata una sorpresa la robusta presa di posizione di tre grandi giornali, Wall Street Journal, Financial Times e New York Times, in favore delle modeste e incoerenti idee dette " le riforme" di Maria Elena Boschi, giovane avvocato che ha fatto praticantato come ministro chiave del governo italiano. L'operazione, agli occhi di quasi tutti i giuristi credibili del Paese, si può giustificare nell'ambito della politica interna italiana, si può capire come strumento di uno che governa con molte ambizioni, al fine di ottenere successo con ciò che i suoi hanno pensato. Ed  è naturale che anche una pagina mal scritta possa piacere al suo autore. Tutti sanno che il punto alto della " riforma costituzionale". è non l'abolizione del Senato come seconda camera che rallenta, ma l'invenzione di un secondo Senato carico di prerogative, capace di fermare un percorso legislativo e popolato da consiglieri regionali eletti in periferia secondo ragioni e interessi che nessuno conoscerà in tempo, con la protezione della immunità parlamentare. Poichè è impossibile immaginare un sussulto di entusiasmo alla lettura del testo Boschi, nelle redazioni di alcuni grandi giornali del mondo, ci deve essere un'altra ragione che forse si può ricostruire come segue. 1 - Il Paese Italia è bloccato dalla incapacità di funzionare e tutti, da una parte e dall'altra di una profonda spaccatura ( prima guidata da Berlusconi, poi da Renzi) dicono  che " ci vogliono le riforme." Berlusconi ci prova e  il Paese gliele rimanda indietro perchè in ammissibili. Allora ci prova Renzi che, con ben più stentorea bravura, le raccomanda come l'unica soluzione, altrimenti è finita e lui se ne va ( dopo avere disossato il suo partito e tolto di mezzo i suoi possibili successori ). 3 - A questo  punto i bravi banchieri e seri finanzieri  del mondo si pongono il problema del debitore Italia. Si può accettare che vada a pezzi visto che ha un primo ministro spaccatutto che proclama " o si fa la mia Italia o si muore?"  I bravi banchieri e i seri finanzieri  non hanno interesse a leggere una riga delle cosiddette " riforme", o a esaminare l'Italia ( bruttina) prescritta da  Renzi. Notano che le tanto invocate  " riforme"  ( qualunque cosa siano) adesso ci sono, e che, se gli italiani votano " si", la baracca in qualche modo continua a stare in piedi,  guidata da uno che sa stare alle regole ( le loro regole, che sono cose più grandi di lui. E allora tre grandi e autorevoli testate dedicano a riforme mai lette e mai discusse l'attenzione che non hanno mai dato ai pasticci pericolosi che la stessa Italia sta  facendo in Libia, e, soprattutto, all'immenso problema dei profughi da cui il destino d'Europa dipende molto di più, visto che le guerre continuano. Insomma, brutta pagina di chi scrive male e deforma una Costituzione italiana  che non conosce, brutta pagina di chi non legge ma guarda solo i conti e si preoccupa dei puntuali pagamenti. Brutta pagina per un incontro futile e inutile fra Merkel, Hollande e Renzi per decidere niente di fronte al simbolo di Ventotene, che fanno finta di conoscere ( come le " riforme") e di onorare.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –23– agosto -2016 pag. 12

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