Il Fatto Quotidiano
SE IL TENTATO OMICIDIO NON E' RAZZISTA

Caro Furio Colombo,

Mi riferisco all'agguato di Catania. " Gli investigatori escludono l'ipotesi razzista perchè l'obiettivo dell'agguato dei tre ragazzi catanesi contro i tre ragazzi egiziani, era uno dei tre ( che è in fin di vita, ndr ). Se fosse stato il contrario?

Agata

I lettori hanno capito che la lettera si riferisce a ciò che è accaduto vicino a Catania, sulla strada verso il Centro di accoglienza di San Cono. Tre giovanissimi ospiti di quel centro ( 16 e 17 anni, tutti e tre di origine e provenienza egiziana, tutti e tre " minori non accompagnati", dunque affidati allo Stato italiano ) stavano tornando da una mercatino rionale, quando sono stati aggrediti da tre giovani aduti italiani ( 18, 23 e 32 anni ) con due modalità da notare: l'agguato di tipo criminale, senza via di fuga, e pestaggio feroce con mazza da baseball, fino a lasciare in condizioni gravissime e quasi irreversibili uno dei tre per "multiple fratture al cranio". Scrive il cronista de " La Stampa" (22 agosto  ) " Dietro la ferocia dell'aggressione futili motivi: un diverbio per una pallonata  o uno sguardo di troppo, si ipotizza fra l'altro." Strano che " fra l'altro " non si ipotizzi il contrario ( che non è mai avvenuto in Italia, nonostante  l'impegno di Salvini, di Calderoli e  della Lega Nord per l'indipendenza della Padania ). Provate a immaginare il contrario: ragazzo catanese di 16 anni abbattuto con mazza da baseball da nord africano trentenne e soci giovani  e bene addestrati al delitto. Quasi certamente il ministro dell'Interno si sarebbe recato personalmente sul posto, avremmo visto alcuni blindati e pattuglie di corpi speciali e avremmo assistito a un lungo e duro dibattito sull'accoglienza permissiva e pericolosa ai " non accompagnati", avremmo ascoltato  lo psicologo  che ammonisce :" più sono giovani e più sono un pericolo. " Dite che sto lavorando troppo di immaginazione? E allora vi racconto che nello stesso giorno in cui ho letto questa notizia e ricevuto la lettera che pubblico,  ho incontrato un collega de La 7 che mi ha spiegato perchè sulla spiaggia  c'era una sorveglianza  di carabinieri e Guardia costiera. Una loro collega ( de La 7 )  si era finta islamica indossando un burkini e si era messa a camminare sulla sabbia puntando verso il mare.  Una bagnate, avvistato il pericolo dalla sua  sdraio, ha immediatamente chiamato i carabinieri. Un minuto dopo la località era attentamente presidiata, caso mai la donna col bikini fosse davvero musulmana  e facesse davvero il bagno. Temo sia ora di ammettere apertamente che  l'Italia riconoscere  e combattere, a cominciare dai media, le sue sacche  profonde di razzismo.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –24– agosto -2016 pag. 12

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