Il Fatto Quotidiano
STRATEGIA IN LIBIA, VORREMMO CAPIRE CHI HA SCELTO AL SERRAJ

Caro Furio Colombo,

Chi  può avere immaginato un simile groviglio di contraddizioni e di annunci senza interventi e di interventi senza senso e senza risultati, come sta accadendo ora in Libia?

Domenico

Sappiamo solo due nomi: la responsabile  italiana della Difesa, Ministra Pinotti. E le Nazioni Unite. La Pinotti ha più volte annunciato che il nostro destino storico era di guidare la liberazione e il riscatto democratico della Libia. Le Nazioni Unite hanno deciso che i libici vivono meglio insieme, pur essendo gruppi etnici e culturali molto diversi,E  hanno nominato un fantasioso "governo unitario", nella persona di Al Jarraj, nel cui curriculum si legge che  "é stato ministro di secondo piano nel governo Gheddafi." Ecco la descrizione migliore. Serraj, benchè si sia  tinto  i capelli, e tenti di dare ordini, è stato a lungo ignorato  e solo alcuni giornali italiani gli hanno accreditato ( a lui, che non comanda , e a un suo esercito che  non c'è)  il tentativo di  conquistare Sirte, Adesso, dopo mesi di inesistenza politica, nel rifugio di una  base navale (  a tutto ciò si riduce " il governo di Tripoli") riceve il rifiuto esplicito del parlamento di Tobruk ( il solo organo elettivo che esista finora in Libia ) e del generale Haftar. il solo militare che disponga di un vero esercito in quel Paese. Ora ci tocca attribuirci un piccolo vanto, per avere detto subito, e varie volte, ciò che chiunque poteva vedere subito, ma che non corrispondeva ai comunicato e alle interviste della Ministra Pinotti, e perciò veniva narrato secondo  velina. Noi abbiamo continuato a dire che non c'era primo ministro, non c'era unità nazionale e che un non governo non avrebbe potuto legittimamente chiedere l'intervento dell'Italia. Sul versante ministeriale invece  ci sono tre narrazioni. La prima vuole che finalmente sia stato trovato l'uomo giusto, che è già sul posto ( chiuso  nella base navale di Tripoli ).La seconda narrazione ci parla della formazione del governo, con tutti i nomi e tutti i dicasteri, benchè la stampa internazionale si tenga alla larga, forse perchè ha meno esperienza libica di noi, che siamo coinvolti, sempre in modo sbagliato,  con quel Paese dal 1911. La terza narrazione annuncia, a piena pagina su almeno due grandi  giornali, che il governo di unità nazionale è in carica e al lavoro, e che il progetto è ormai completato. Si aggiunge qua e la la frase ". Ora è tempo che Tobruk...",  "ora è tempo che il generale  Haftar..." Ma niente accade fino ai giorni scorsi quando i due centri di potere,  che lo avevano già fatto sapere con discrezione per non offendere, sono stati  costretti a proclamare alto  e chiaro di non avere alcuna intenzione di riconoscere  l'ex ministro di secondo piano del regime  Gheddafi, come governo di " unità nazionale". Nel frattempo in Libia, gli americani bombardano ( usando basi italiane ), gli inglesi bombardano, i francesi bombardano. E pare vi siano  unità speciali di terra, non si sa a che titolo, degli stessi Paesi. Niente può essere più lontano dalle autorevoli narrazioni fatte circolare, fino a poco fa,  dal Ministero della Difesa italiano. E mai prima le Nazioni Unite hanno giocato e sprecato così male il loro indispensabile ruolo.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –25– agosto -2016 pag. 12

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