Il Fatto Quotidiano
LA GUERRA HAI ROM RIPARTE DA TORINO. IN BARBA ALLA STORIA

Caro Furio Colombo,

Spero sempre che le persone nuove portino cose nuove. E  che cosa leggo,  in una città tecnologica, avanzata , moderna come Torino, una città ce credevo la mia città?  Il Comune "ha dichiarato guerra ai Rom”. Ha letto bene, guerra. Si guardi i comunicati sui giornali.

Roberto

Trovo, infatti, su "La Stampa", il 31 agosto, pag.22, la seguente notizia: "  Chiara Appendino dichiara guerra ai Rom. La sindaca di Torino, che ieri ha riunito assessori e comandante della polizia municipale, ha stabilito una serie di azioni che definisce l' inizio di un percorso per ripristinare la legalità nelle baraccopoli (...) La volontà della sindaca è anche quella di scoprire i finti poveri. ' Chiederemo  alla Procura  di valutare la possibilità di verifiche patrimoniali per alcune famiglie. La Lega  Nord di Salvini apprezza. Alessandro Ciro Sciretti, capogruppo nella circoscrizione  dove si trova il campo nomadi, esorta a espellere i Rom dalla città." Nessun commento del giornale.Ci sono molte sorprese in un simile annuncio, che appare non descrizione giornalistica ma la trascrizione di una decisione della prima cittadina di Torino, città medaglia d'oro della Resistenza. C'entra? C'entra. Sentite: " I Rom e i Sinti, inermi e innocenti, erano braccati  come sospetti e pericolosi ( circolare 63462/10, 11 settembre 1940 del Ministero dell'Interno ) senza avere commesso alcun reato e dovevano essere allontanati per la loro natura intrinseca. Così intere famiglie di Rom e Sinti furono rastrellate e inviate in campi  di concentramento" . Ecco una lettera del prefetto di Ferrara al Ministero: ' carovana di zingari guidata da Campanelli Giovanni, di NN, nato a Gradisca di Vipacco, costituita  dall'individuo in oggetto, tre donne e sette bambini, è stata avviata al comune di Brera, località  prescelta per l'isolamento degli  zingari   italiani girovaganti nel territorio di questa provincia". IL testo viene da un saggio di Santino Spinelli, rom, docente universitario, compositore e direttore d'orchestra, "Rom, questi sconosciuti, storia lingua, arte e cultura di un popolo millenario," prefazione di Moni Ovadia, editore Mimesis, pag. 550,  un libro già adottato in molte facoltà di sociologia delle nostre università. Racconta due cose: la persecuzione, nei secoli, non è mai cessata. E prima della strage nazista, il comportamento dei prefetti fascisti e' stato discriminatorio e fondato sul disprezzo, ma meno persecutorio e ossessivo di quello adottato, su direttive e idee della Lega Nord, da molti sindaci italiani, compresi, come si vede adesso, quelli da cui era ragionevole aspettarsi una visione nuova e libera dalle superstizioni. I sindaci  che, precipitati in un vuoto di cultura.  "dichiarano guerra ai Rom" dovrebbero sapere che, dopo l'occupazione tedesca e sotto la  repubblica di Salò, migliaia di Rom sono stati travolti dalla Shoah e sono morti, accanto agli ebrei,   nei campi di sterminio nazisti. E' impossibile che Chiara Appendino, che ha fatto buone scuole ed è stata eletta da gente senza superstizioni e credenze di antiche sottoculture, non sappia queste cose e non percepisca la gravità del suo annuncio.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –03– settembre -2016 pag. 10

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