Il Fatto Quotidiano
ALL'IMPROVVISO ORFINI RICORDA I GIROTONDI

Caro Furio Colombo,

Ho  letto che Matteo Orfini, presidente del Pd ( che sarebbe la sinistra ) ha detto che d'Alema " rinnega la sua storia. assieme a quelli che facevano i girotondi". Non contento del danno  fatto a se stesso, il Pd vuol  continuare sulla strada del negare sentimenti e idee della propria gente.

Silvana

E' interessante l'evocazione dei girotondi, parola ed evento scomparsi da così tanto tempo. Qui l'evidente intento è di insultare D'Alema, che al famigerato referendum vuole votare" no, "evocando una sequenza di mobilitazione che anche lui, D'Alema, ha vissuto come molto fastidiosa". Per chi è entrato nella vita pubblica o politica dopo,e non sa, ricordiamo che cosa erano i girotondi. Erano una mobilitazione di popolo, iscritti e persone che votavano a sinistra e che si riunivano  per dire, suggerire e protestare,non  cento persone  precettate da un aspirante leader per diventare leader,  come alla Leopolda. Allora non era spettacolo, erano  migliaia, a volte un milione di cittadini,  come intorno all'Unità ( il giornale, allora diretto da Padellaro e da me )a Piazza San Giovanni, a Roma, e - prima e dopo - in innumerevoli occasioni in cui Forza Italia, Berlusconi e la Lega per la indipendenza  della Padania ( il nome di allora, le stesse persone ) stavano mutilando la Costituzione , Il Pd ( o sarà stato Pds, Ds ) sosteneva , mentre governavano Dell'Utri e Previti, che " non si può dire soltanto no". Ecco che cosa erano i girotondi ( a cui ha partecipato un bel  po' di cultura italiana, da Tabucchi a Eco a Moni Ovadia, a Franca Rame e Dario Fo, a Camilleri, da Sylos Labini a Margherita Hack, agli straordinari Guzzanti  -parlo dei figli-  alle persone di scuola, di scienza, di diritto, di università, di tribunale. Ai  gruppi, che  cominciavano già allora  a essere numerosi, di  operai senza fabbrica e di studenti senza scuola.  Il Pd, fin dall'inizio del suo esistere come nuovo partito, invenzione della modernità e del futuro, si è prontamente  scansato come di fronte a qualcosa di indecente: Hanno  trovato  intollerabile  che sostenitori della loro parte politica volessero   parlare al partito di riferimento. Hanno dimostrato subito fastidio, e poi disprezzo. Ecco, questo ricorda Orfini, ora presidente del Pd, allora braccio destro e copia conforme di D'Alema. Una volta assecondato  il delitto di una nuova  Costituzione che non potrà funzionare (  come persona informata dei fatti, non può non sapere ) si indigna dell'iniziativa di D'Alema. Lo disturba l'astuzia di chiamarsi    fuori, per tempo, per non  essere parte, in alcun modo, di un pesante fallimento ( non tanto la vittoria del "no" quanto la disgrazia della vittoria del "si" e le conseguenze a catena  sul Paese) .Ovvero Orfini , giunto così presto al capolinea di una breve e obbediente vita politica, inevitabilmente  si indigna  nel capire che D'Alema gli sopravviverà nella stanza vuota. Si indigna al punto da accusare D'Alema del massimo delitto contro il Pd: i girotondi, (che in realtà erano contro Berlusconi e la sua gente. Ma  erano altri tempi, e Orfini è giovane).

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –10– settembre -2016 pag. 10

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