Il Fatto Quotidiano
LO STRANO DIALOGO TRA PREFETTI E SINDACI

Caro Furio Colombo,

Sono stato fra i tanti in favore della cancellazione delle Province. Ma adesso che la situazione  dei  migranti ( come distribuirli ) si fa urgente e complicata, i Sindaci ( anche quelli di piccoli borghi ), ricevono  disposizioni direttamente dai prefetti, dunque dal governo. C'è una immensa sproporzione di mezzi e di potere. Non è un danno?

Andrea

La figura dei prefetti è molto cambiata da quando si sono moltiplicati i commissariamenti di comuni anche importanti ( Roma è un esempio )  per ragioni di interruzione del sistema politico o di corruzione. I periodi di commissariamento portano alla sospensione improvvisa della contrapposizione politica e a una impressione di ordinato silenzio. Ciò ha indotto molti cittadini a invocare un commissario invece del sindaco ogni volta che una situazione urbana si fa difficile. D'altra parte un prefetto, nelle sue funzioni normali, è un esecutore di decisioni e ordini del governo che ha il potere di far eseguire ma non la facoltà di adattare o cambiare in relazione a problemi locali ignoti al governo. A questo punto l'interesse ( ma anche il dovere ) del prefetto  è di eseguire in fretta le disposizioni ricevute, anche se sono illogiche o troppo pesanti per il Comune . E il sindaco che tenta di opporsi " a nome dei cittadini" ( qualche volta è vero, qualche volta no) non ha in realtà alcun potere. E si produce sempre più spesso il caso di una autorità politica che riceve ed esegue ordini da una autorità amministrativa. Diventa evidente che si è prodotto un danno nelle relazioni fra due poteri democratici ( governo e sindaco ) che produce trasformazioni. Ad esempio, il ministro dell'Interno diventa un. super prefetto che fa squadra con i suoi burocrati e appare sempre meno il rappresentante di- un elettorato. Il caso di Angelino Alfano è ancora più grave, perchè l'uomo, che ha molto potere ma ( si deve ormai supporre) poco elettorato, attinge tutta la sua forza dal lato burocratico- verticistico della sua attività ( comandare dall'alto, finchè dura ) piuttosto che dalla connessione con una sua base politica. La conseguenza è che il grave problema dei rifugiati diventa una confusione e sovrapposizione di burocrazia e di poteri che si sovrappongono, si sommano, , si rafforzano, si negano a vicenda rende più complicato ciò che è già molto difficile da risolvere, e lasciando sempre più spazio all'intervento di razzisti, xenphobi e simil-fascisti. Si può discutere ( e sarebbe facile, in  questo momento )sul dubbio che abolire ( così male e così imperfettamente, le province sia stato un errore e un danno. Di certo il governo ( inteso come Renzi  e la sua corte ) si  tiene colpevolmente a distanza dal problema  " immigrati, rifugiati, minori non accompagnati, famiglie in fuga )lasciando tutto nelle mani di una persona visibilmente  incapace che, con la sua costante inadeguatezza,, imbarazza prefetti e polizia.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –09– settembre -2016 pag. 16

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