Il Fatto Quotidiano
LICENZIARE: IL SOGNO DELLA GIOVANE MADIA

Caro Furio Colombo,

Tutti i giornali festeggiano l'arrivo della legge Madia, grande riforma della pubblica amministrazione. Non l'ho letta, ma chi ne parla non fa che ripetere la parola " licenziabile", sia nei titoli che nelle interviste. Non è un po' poco per una riforma?

Amedeo

Marianna Madia, che è una giovane donna laboriosa e diligente, deve avere un portavoce o comunicatore che ha preso troppo sul serio l'esortazione a far notare la grande novità: anche i i dipendenti statali possono essere licenziati. Nessuno ha spiegato, a lui o alla Madia che il grande fascino della licenziabilità risale ai tempi del famoso, archeologico, posto fisso, che è diventato, ai giorni nostri, solo materia da film comico. Il decreto porta, contestualmente, alla strage delle Camere di Commercio che, come fa osservare De Rita, erano  luoghi di identificazione intermedia, come le province abolite,  lasciando il nulla. Qui riforma non signjfica ridisegnare una struttura, un senso, un percorso nuovo.  Significa rimuovere pezzi che non saranno sostituiti, lasciando vuoti in cui ogni responsabilità o decisione, se non è la legge finanziaria  o la dichiarazione di guerra, ricade sui sindaci.  Ma veniamo a questa clamorosa svolta della vita pubblica italiana che avviene, notate bene, senza alcuna modifica dei codici e delle giurisdizioni, così che ogni eventuale licenziamento, se ci sarà mai, diventare un grappolo di processi presso vari tribunali e lungo tutti i gradi di giudizio. Non vedete a occhio nudo che " licenziabilità "del dirigente  significa tre cose: immobilità assoluta ( decida il ministro ), obbedienza assoluta ( decida il ministro ) e necessità assoluta di un protettore, visto che la misura del licenziamento non è regolata da specifiche norme ( questo si, questo no ) ma da giudizi di commissioni che saranno per forza segnati dalle ondate di umore  del momento ( dal terremoto alla crisi del Pil ). Però chi premia, quando, come e perchè? E quali sono i punteggi in base ai quali un piccolo dirigente diventa un grande dirigente e fa da guida e simbolo al percorso degli altri?  E' dal tempo dell'unità d'Italia che nel linguaggio del pubblico impiego si dice che " volano gli stracci" quando il sottosegretario urla nei corridoi. Gli stracci hanno sempre volato, anche prima della Madia, e continueranno a volare dopo la sua riforma,  che non dice in alcun modo come proteggere coloro che dispiacciono ai vari poteri ( dentro e fuori ) perchè non si piegano neppure  di fronte ai familiari  e agli amici del titolare di dicastero. Comunque sia, tenga presente la ministra Madia che  di tutta la sua riforma si conosce una parola sola ( vedi anche l'intervista di Sabino Cassese, La Repubblica 22 agosto ): licenziare. Ah, dimenticavo. Si conosce  anche il proposito di  importanti tagli di stipendio. Allegria, avrebbe detto Mike Buongiorno.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –07– settembre -2016 pag. 12

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