Il Fatto Quotidiano
MISURATA: L'ITALIA FINALMENTE IN GUERRA

Caro Furio Colombo,

Bisogna dire che ci abbiamo provato in tutti i modi compresi titoli a tutta pagina su certi  giornali, tipo " Bastardi Islamici", compresi gli annunci ripetuti di imminenti attacchi di jihadisti  al soglio di Pietro, compreso l'arrivo in forze di terroristi travestiti da disperati, sui barconi. Finalmente ce l'abbiamo fatta: i nostri soldati partono per la Libia  e già si percepisce un senso di orgoglio per la nostra patria che corre in difesa dei deboli. E del petrolio.

Gino

Come previsto, tutto avviene " perchè ci è stato chiesto dal legittimo governo libico"( legittimo benchè  non eletto, non nominato e neppure accettato  dai libici, e che infatti vive nascosto in una sorvegliatissima e isolata base navale di Tripoli ). Si qualifica, nel suo totale isolamento,come "governo di unità nazionale" .Perciò, se  chiama e chiede aiuto "è nostro obbligo morale".   Cerchiamo di assemblare i fatti per vedere se c'è un senso, e quale. Sono due anni che la ministra della Difesa Pinotti ha prima annunciato e poi ripetuto che " appena ci chiamano, sarà nostro dovere andare ".Non hanno chiamato e lei, nell'attesa,  ha riempito il Mediterraneo  di navi da guerra, sommergibili e portaerei con tre diverse spiegazioni: una: il mare è sigillato contro ogni rischio di attacco; due: abbiamo iniziato la lotta agli scafisti ( contro cui i sommergibili sono indispensabili ); prenderemo il controllo delle coste libiche, evitando flussi di immigrazione indesiderata e prestando assistenza  sul posto. Per fortuna la Marina italiana, una volta dislocata in mezzo al mare, non ha mai smesso di salvare naufraghi, ne ha salvati  migliaia ( in collaborazione solo con i volontari di "Medici senza Frontiere"). Che lo volesse o no,la Pinotti ha il grande merito di avere salvato vite e di essersi meritata la rabbia  di Salvini (che è sempre una certificazione importante  per qualcosa  di buono e di umano ). Ma poi sono accadute altre cose, alcune militari  e altre no. C' è l'attacco e la presunta caduta di Sirte, capitale libica del Califfato. Non è chiaro quali soldati abbiano preso parte a quella battaglia, che si prolunga nel tempo senza chiari risultati, visto che il governo di "unità nazionale" non ha un suo esercito. Nessuno finge di meravigliarsi che vi siano sul terreno reparti speciali, americani e inglesi. Perchè? Da quando? Qualcuno ricorda un annuncio o  un accordo? Fra le avvisaglie che forse non sono strettamente militari, ma che hanno fatto scattare il nostro "dovere morale,"c' è che il generale Haftar ( che risponde al parlamento di Tobruk e non vuol saperne del governo " di unità nazionale " di Tripoli ) ha mosso le sue truppe verso l'area petrolifera di Misurata. " Petrolifera", abbiamo detto. Ed ecco che partono duecento paracadutisti della Folgore, insieme a cento medici. I medici vengono disposti, come si fa nel presepio con gli zampognari," per curare i feriti della prolungata battaglia di Sirte"( così ci viene detto). E la loro sede sarà proprio nell'area dove nei giorni scorsi, un brutale comportamento di miliziani locali  detti "polizia", ha costretto Gino Strada e i suoi medici di Emergency a sgomberare, smontando la loro clinica specializzata in feriti. Ma gestita notoriamente da disobbedienti. Questi nostri duecento soldati si collegheranno con americani e inglesi? Al comando di chi? Attenzione. Questo non è che l'inizio della storia. E già non è chiara.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –16– settembre -2016 pag. 16

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