Il Fatto Quotidiano
GLI " INSULTI SOTTILI" DELLE UNIVERSITA' AMERICANE

Caro Furio Colombo,

Ho sentito parlare di una nuova materia in alcune università americane. Non c'è bisogno di essere Trump per essere violenti. E così  studiano la strategia  dell' "dell'insulto sottile." In tempi come questi, in cui ti può esplodere il cassonetto, ha senso?

Lori

Nei giorni scorsi, e proprio con una copia del New York Times con l'articolo sull' "insulto sottile" in mano, mi sono trovato a fare la fila per una prestazione burocratica. Nella fila una signora nera appariva un po' esasperata ( l'attesa durava ),ma lo mostrava appena, con i piccoli segni tradizionali: qualche sbuffo, qualche parola detta a se stessa, il passarsi le carte da una mano all'altra. Prontamente una signora bianca alle sue spalle ha ritenuto suo dovere rimettere ordine e ha detto ad alta voce: "Tutti dobbiamo aspettare il nostro turno, anche lei." L'evidente sottotesto era: voi venite  qui credendo che tutto vi sia dovuto, e invece dovete mettervi  in fila come noi italiani." Qui non è importante ricordare   che "noi italiani" non siamo famosi per  metterci in coda e per farlo con determinato ordine e pazienza. Ma il  piccolo episodio serve per ricordare " l'insulto sottile " di cui da qualche tempo si occupano, come parte dell'educazione civica dei loro  studenti, alcune università americane. L'insulto sottile consiste nel dire e nel non dire, in modo che la insinuazione malevola sia chiarissima, ma così velata e indiretta da non giustificare una risposta. Chi rispondesse ( come prudentemente non  ha fatto la signora  nera della mia fila ) provocherebbe subito il dovuto e pre-giustificato rimprovero ( "lei, cara, vuole di più di quanto le spetta e pretende  mettersi davanti a noi, gli italiani", mentre dovrebbe stare indietro). Naturalmente la signora bianca fingeva di ignorare che la tensione della signora nera era dovuta alla paura di far tardi al lavoro, evento che a lei sarebbe meno perdonato ( e scusato dalla necessità ) che agli indigeni locali. Non per niente il grido di Salvini non è più " prima i Padani", ma " prima gli italiani " accollandosi persino la Sicilia pur di poter  umiliare la persona  immigrata. L'aggiornamento alla pedagogia dei rapporti pubblici negli Stati Uniti è molto più importante di quanto non sembri. Perchè l'insulto alla Trump può diventare più facilmente  un caso politico, che divide e contrappone l'opinione pubblica. Invece l'insulto sottile te lo devi vedere da solo,e la strategia migliore per chi lo riceve è di fingere di non aver capito, aumentando  pena, solitudine e separazione. Ma la nuova pedagogia ( adottata finora soprattutto dal Clark College e dalla Wesleyan University ma, in modi  di più o  meno dichiarati, ha già  suoi accusatori. In un  manifesto inter-universitario di opposizione si legge: "sembra  un programma  comunista di rieducazione." Invece la bonifica del " piccolo insulto" si sta rivelando la strada, poco notata ma  importante, di una modesta ma stabile  pace della vita quotidiana. Non tanto al Senato quanto in classe, in ufficio, sui campi da gioco, nelle famiglie e tra i bambini.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –22– settembre -2016 pag. 10

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