Il Fatto Quotidiano
LA VITTORIA DI CORBYN CONTRO TANTI PICCOLI BLAIR

Caro Furio Colombo,

il caso di Corbyn è clamorso: da un lato dimostra che la guerra di generazioni( giovani impegnati a cacciare i vecchi ) non esiste: tutti i giovani del partito laburista inglese hannp votato il vecchio Corbyn. Dall'altra,  la vecchia ideologia  ( io sono di sinistra, tu di destra ) ha stravinto. In tanti si mostrano stupiti,come se non fosse appena passato passato sulla scena del mondo un altro vecchio di grande successo  a sinistra, Bernie Sanders.

Luciano

Alle osservazioni, che condivido, aggiungerei lo stupore per  ciò che fa notare, nel titolo della notizia, "Il Corriere della Sera" ( 25 settembre), in una riga che sembra scritta da un funzionario del PD: "Con questo leader il partito laburista non sarà mai di governo". Mi domando chi avrà inculcato una simile idea nel titolista di un grande giornale indipendente, dopo che il grande antenato di Corbyn, Tony Blair, il " laburista" lodato da tutta la destra conservatrice del mondo, è stato appena oggetto  di una devastante inchiesta  pubblica sulla sua politica di inganni, bugie e guerre. Corbyn, nel  venire da lontano, si porta addosso anche un passato di forte ostilità  contro Israele, di cui predica i boicottaggio. La politica del mondo però, per quanto grave, non è mai entrata nel dibattito che Corbyn ha dovuto condurre per vincere. Dentro   il suo partito il vecchio Corbyn ha vinto contro alcuni piccolissimi Tony Blair ancora convinti che un partito di sinistra. vince se va a destra. E ha dovuto smontare l' invenzione della guerra generazionale che non divide i partiti ( se sono veri, i partiti vivono  di idee )ma i pensionati  (per l'Italia ,  la disgraziata storia della  Fornero ) e gli "anziani" troppo presto espulsi dal lavoro. Il fatto è che gli eventi Senders e  Corbyn  sono come accendere una luce forte  nei vasti locali in penombra dove è stata sospinta  la folla ( un tempo grande ) di coloro che votavano a sinistra in tutto il mondo democratico. Direte che un risentimento di vecchia sinistra circola anche nella politica italiana che pure  è ben lontana dal raccogliere  il successo  di Sanders o di Corbyn. E' vero, ma Senders e Corbyn non parlano di risentimenti e non gli importa nulla di ciò che è accaduto nel partito prima di loro. Parlano ai cittadini ( abitudine  del tutto perduta in Italia ma scarsa anche in Europa ) e indicano  un mondo in cui  il lavoro conta molto, in cui la politica , prima di essere economia, è vita sociale, con tutti i suoi valori, a cominciare dal rispetto dei diritti dei cittadini. E il mercato conta quel che conta ma non è  il supremo giudice che decide o spezza i destini. Ciò avviene, secondo i Sanders e i Corbyn, perchè, fra le spinte di mercato e le esigenze di vita della gente, c'è una cosa chiamata governo, che invece di piegarsi, governa. Con delle idee, dei punti di riferimento, dei programmi che, a volte, sono di sinistra  e funzionano ( si veda la clamorosa ripresa dell'economia americana,  con il presidente Obama ). Dobbiamo davvero convincerci che se uno non assomiglia a Tony Blair ( "la sinistra vince se va destra") non governerà mai più in Inghilterra? O in Europa? O. in Italia?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –27– settembre -2016 pag. 10

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