Il Fatto Quotidiano
DONNE,OSPEDALI, ABORTI E MEDICI CATTOLICI NON OBBIETTORI

Caro Furio Colombo,

Sono un medico anestesista di un grande ospedale romano. Ho 34 anni, lavoro in Ostetricia. Ho un passato cattolico e nella sfera personale sono contro l'aborto. Ho comunque deciso di non. essere obiettore.Questa mia scelta mi ha portato a conoscere il mondo delle donne  che si sottopongono a IVG ( Interruzione volontaria di gravidanza ). Le persone che sono contro l'aborto pensano che si tratti di donne sprovvedute, facili e senza alcuna attenzione a quello che fanno.La mia esperienza mi ha messo di fronte ai veri problemi che accompagnano queste donne. Io sono  anestesista e le conosco solo attimi prima di addormentarle, operazione che per loro comporta tanta ansia e molte lacrime. Sono prostitute dell'Est Europa  probabilmente costrette a prostituirsi per non mettere a rischio la propria famiglia; sono donne alla quarta gravidanza che non possono permettersi una famiglia allargata; sono donne circuite da uomini senza scrupoli; sono donne straniere  ( cinesi, prevalentemente ) disorientate e provenienti da chissà quale contesto sottoculturale; sono donne che hanno subito violenza. Mi chiedo come mai il dibattito sull'aborto non sia mai partito dai problemi sociali che lo generano. Mi chiedo come mai, con  una legge approvata prima  che io nascessi, di fronte alla mia scelta di non essere obiettore, ci sono ancora occhi che mi guardano come se fossi un pluriomicida

Francesco

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Ringrazio Francesco per la lettera e tento di trovare risposte che siano all'altezza della sua domanda ( o riflessione ) intelligente, umana e così lontana dai luoghi comuni di un tipo e dell'altro. Quando lui non era nato c'era un solo partito che si è battuto pensando non alla convenienza politica o alla benevolenza ecclesiastica ma alle donne di cui si parla in questa lettera. Era ( c'è ancora ) il Partito Radicale di Marco  Pannella ed Emma Bonino, dove i militanti si facevano arrestare pur di garantire alle donne il loro disperante diritto, pur di assisterle in modo da evitare la selvaggia  clandestinità in cui gli aborti avvenivano a quel tempo. Ciò ha creato un movimento di opinione pubblica che ha cambiato le cose la legge che lei cita ( la 164 ) Ma sono rimaste  due vie di fuga per lo squallido passato italiano: I medici possono rifiutare, scegliendo l'obiezione di coscienza, creando l'impressione che esistano due livelli morali, uno dei quali giova certamente alla carriera. L'altra via di fuga è un  forte associazionismo cattolico che deliberatamente ignora tutti i problemi di cui la lettera parla, E traccia, con pretesa di giudicare, una linea netta fra ciò che, secondo gli organizzatori, è accettabile e ciò che non lo è. Questo significa che alla politica ( tranne lo strano caso radicale di cui ho appena parlato ), e ai presunti credenti,  non importa nulla del dramma e della sofferenza  delle persone. Importa il principio  che vorrebbero imporre, e la loro persuasione di vivere fuori e lontano dal male. Fanno finta di non sapere che il male è ignorare  gli altri, isolarli  umiliarli, lasciarli soli nel momento più difficile.  Per questo la lettera del medico anestesista che compare in questa pagina vale più di un testo politico o di una omelia.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –30– settembre -2016 pag. 16

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