Il Fatto Quotidiano
REFERENDUM COSTITUZIONALE, CHI NEL MONDO VUIOLE IL "SI"

Caro Furio Colombo,

Lei ha scritto recentemente domandandosi perchè in tanti ci raccomandano, nel prossimo referendum renziano, di votare "si". E si è chiesto se il testo Boschi contenga una parola - chiave nascosta nelle pieghe del documento. E' troppo avventuroso immaginare che, da un lato ci vogliono spingere ad essere avamposto mediterraneo di avventure militari, e dall'altra la volontà di vederci sempre più succubi  del " pensiero unico liberista" ?

Antonio

Torno volentieri  su cose già dette perchè  continuo ad essere persuaso che c'è una ragione non detta in tante sollecite preoccupazioni per il nostro voto al referendum, come se fosse un 18 aprile ( i giovani verifichino in rete ) dei tempi della guerra  fredda. Impossibile che il Wall Street Journal e l'attento e informato ambasciatore degli Stati Uniti siano stati colti dal fascino per la scrittura giuridica di Maria Elena Boschi, che riscrive metà della Costituzione italiana senza essere, di quella Costituzione ne studiosa ne esperta ( o anche solo assistente di diritto costituzionale nella sua università, che negli Usa sarebbe "undergraduate" e non School of Law." Il lungo percorso della riforma Boschi poteva anche trasformarsi in uno straordinario confronto giuridico fra straordinari giuristi. Ma tutti, proprio tutti i costituzionalisti italiani che hanno fama e prestigio nel mondo,  a cominciare dal "principe" dal  gruppo, Giovanni Sartori, si sono sentiti  a disagio con la nuova, giovane scienziata del diritto   e si sono opposti o allontanati. La mia domanda, ripresa dal lettore di oggi, era ( è ): che  cosa hanno visto nel testo Boschi  tante persone e istituzioni del mondo ( per la verità quasi mai giuristi, però importanti e pesanti ) che cosa avranno visto che Zegreblesky, Rodotà ,  Sartori non hanno visto?  Come mai li appassiona che vi siano consiglieri regionali nominati sentatori e dotati di immunità, senza alcun rapporto con la volontà popolare? Possibile che la abolizione del Cnel abbia scosso Washington ? E che una piccolissima riduzione del costo della politica ( per una istituzione che resta intatta ) abbia diffuso euforia in tanti circoli finanziari? Come si vede, condivido ancora una volta la domanda con il lettore che scrive ( e che a sua volta condivide la mia ). Non c'è bisogno di condividere  le risposte che lui suggerisce per vedere chiaro un punto: per una ragione o per l'altra, alcuni, alquanto potenti  nel mondo, e con evidente assenza di rapporto con il merito della " riforma", ci vogliono  più mansueti e più obbedienti. Se  Renzi piace lassù ( non so indicare,  il lassù, ma deve esserci ), lassù sembra naturale che Renzi comandi come vuole e che noi si impari ad essere bravi cittadini. Tutto per amore di Renzi? Questo è il punto. Una ragione che non sia di pura e smodata ammirazione per il nostro leader deve pur esserci. Magari è una buona ragione. Ma ne il cerchio magico ne gli ammiratori del mondo vogliono dircelo. Resta ( mi ripeto volentieri ) la nostalgia per il diritto alla conoscenza  come fondamento della buona politica che Pannella non. smetteva mai di esigere. Tanti festeggiamenti alla sua morte, ma non un millimetro di cambiamento. Dobbiamo votare "si", condividere quel si con il potere di mezzo mondo, e sapere  che non sappiamo. Poi  forse ci sarà un premio. A qualcuno, non a noi.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –01– ottobre-2016 pag. 1o

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