Il Fatto Quotidiano
SANTORO INSEGNA: LA POLITICA E' TUTTA DALLA PARTE DI BRIATORE

Caro Furio Colombo,

Ho  visto la prima edizione di "Italia" nuovo programma di Santoro e sono indeciso.  E' di spettacoli così, molto cinema e poca notizia, che abbiamo bisogno?

Aldo

Anch'io sono indeciso, ma per un motivo completamente diverso. E' vero che "Italia" di Santoro era diviso in due parti, cinema documento da una parte e conversazione politica come notizia dall'altra. Ho trovato il cinema - documento di grande qualità sia come interpretazione di un personaggio ( il " ricco" patron  del Billionaire ) sia come rappresentazione di stili di vita folli,imitati,ammirati, ma non abbastanza cercati dal grande cinema e dal grande romanzo. Ci sono tante strade per cercare la ricchezza, e - in piena epoca di Trump e appena trascorso Berlusconi - , Santoro è andato in cerca di quella grande anticamera che è il lusso come bellezza, come giovinezza , come droga, un sistema  di offerta continua e di premio( o illusione di premio )  continuo. Tutto è rapido, luminoso, una festa frenetica che è anche nervosa, dunque una meraviglia e un tormento che in quest'istante non finisce mai e nell'istante successivo è finito. Sulla porta della tana delle meraviglie , il mago  Briatore  veglia come in una fiaba, danaro per se e festa all'estremo della resistenza fisica ( fra poco, per poco ) per gli altri, che entrano nel corridoio magico giovanissimi, e quando escono non sai, e non sanno, chi sono. E' un corridoio breve ma  una grande intuizione: c'è tutto ciò che non sappiamo ( la maggior parte di noi ) li dentro, tutto ciò  che forma decisioni,mercati, consumi, accumuli, sperperi e quel tanto di corruzione. La mia interpretazione è che Santoro non voleva dirti:" ecco,è qui che accade tutto", ma molto meno e molto di più:" meglio saperlo", ha detto, per valutare la scomposizione del mondo ( o almeno del mondo-Italia) nell'epoca solitaria e ricchissima ( tutta  l'immaginazione del mondo sulla capocchia di uno spillo ) della rete che sa tutto subito, non ha nostalgie e e consuma insieme memoria e futuro. Poi, però all'improvviso Santoro chiama in scena la voce vera, seria, media, manageriale , operosa e u po' noiosa ( così è la vera vita ) di Sala, sindaco di Milano, persona per bene che entra solo dove entrano i loden e discute solo  di scostamento di qualcosa dalle previsioni economiche di qualcosa. I due pezzi di nuovo programma televisivo restano separati per sempre, e non passa un solo filo a congiungerli. E' impossibile. La parte Sala e quella della ricchezza come lusso appartengono a due tempi, mondi, ricerche e comunicazioni diverse. Basta un solo politico a bruciare la festa, Santoro lo sa. La politica, nei giorni che stiamo vivendo, e qualunque cosa sia diventata, è tutta dalla parte di Briatore.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –08– ottobre-2016 pag. 10

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