Il Fatto Quotidiano
CHE MUSEO DEL FASCISMO VOGLIONO FARE A PREDIPALDO?

Caro Furio Colombo,

Sono rimasto amareggiato dalle sue considerazioni ( negative, ndr) sulla proposta di creare   un Museo del fascismo. Come può un museo non insegnare cultura, non far riflettere su un periodo storico così travagliato?   Io penso che censurare le vestigia del fascismo perchè regime, sarebbe come censurare i monumenti romani  perchè figli della politica schiavistica   di quella società. Convinzioni personali e analisi storica  andrebbero  separati per poter offrire una analisi lucida e veritiera.

Emanuele

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Il fascismo divide ancora l'Italia in modo profondo, come dimostra  questa lettera ( non la sola ), come ha dimostrato il dibattito  sull'annunciato museo del fascismo a Predappio, nel programma giornalistico  " Tutta la città ne parla"  ( Radio 3, 18 ottobre ) condotta da Mario Delsoldà, con molta cautela verso gli " opposti pareri".  Il dibattito era chiaramente  orientato . sugli argomenti della mia precedente lettera apparsa in questa pagina ( nessun altro ha parlato  del progettando  museo  del fascismo di Predappio ) ma senza dirlo. E   quando uno degli invitati al dibattito ha citato con sprezzo i miei argomenti e il mio nome, chi conduceva non ha avuto niente da dire ne' per chiarire ( come mai c'entrava il mio nome?)  ne' per coinvolgere  l'interessato, almeno accennando ai suoi argomenti. Vale la pena di ricordare  che il rispetto per il fascismo, regime carico di delitti, risale ai venti anni di egemonia ( sia al governo,sia all'opposizione ) di Berlusconi che, da presidente del Consiglio,si è sempre rifiutato  di partecipare  anche una sola volta alla celebrazione  del 25 aprile, cioè alla data e al simbolo  della liberazione dal fascismo. E ha sempre tentato di assimilare la Shoah hitleriana-mussoliniana  ai gulag di Stalin, ovvero i male del mondo, non del fascismo. Berlusconi non è un fascista ma è un opportunista. Voleva, e ha avuto, i voti di tutta l'area fascista e parafascista  italiana. E' toccato a lui e ai suoi ( molto più che ad Alleanza nazionale, finchè è stata guidata da Fini ) definire la Costituzione " comunista" e spiegare dai tanti microfoni per lui disponibili che la Resistenza in realtà era stato un complotto comunista per agganciare l'Italia liberata alla Russia sovietica, e che per fortuna, ci hanno liberato gli Americani.  Tutti sembravano non sapere che La cancellazione della memoria antifascista, non rende  " neutrale"  la memoria del fascismo, ma la esalta. Infatti tutto il periodo berlusconiano, e una folla di addetti all'informazione (non fascisti ma sempre orientati a dire ciò che dice il potere ) ha svilito la memoria e la rinascita democratica dell'Italia ( dalla Resistenza alla Costituzione  al tentativo di attribuire la responsabilità dei gulag ai comunisti italiani ) e frantumato ogni possibilità di memoria condivisa, che vuol dire che non è una colpa essere stati fascisti, ma lo è esserlo ancora, dopo decine di milioni di morti e dopo la Shoah ( che è stato anche un delitto italiano ). Ripeto ciò che ho già scritto. Un museo del fascismo non si può fare perchè in quel museo dovrebbero esserci le vittime, da  Gramsci, Gobetti, Matteotti, i fratelli Rosselli ai cittadini ebrei italiani, discriminati, perseguitati, privati di tutti i  diritti, al grido di viva il duce, per  poi arrestarli e consegnarli agli  " alleati" nazisti e ai campi della morte. In mezzo, fra la presa del potere violenta e le leggi razziali,nel museo del fascismo  si  dovrebbe collocare la guerra d'Africa, completa dell'uso di armi chimiche di sterminio e di stragi di civili. Il solo possibile museo  del fascismo lo hanno fatto Ettore Scola con il suo indimenticabile film "Una giornata particolare" e Bernardo  Bertolucci con il suo capolavoro, " Il Conformista".

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –19– ottobre-2016 pag. 12

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