Il Fatto Quotidiano
MEGLIO UNA MAMMA SURROGATA CHE UN BAMBINO MAI NATO

Caro Furio Colombo,

Nel suo articolo sulla maternità surrogata mi ha colpito il fatto che lei ponesse il proibizionismo applicato alla droga sullo stesso piano di quello applicato alla  maternità surrogata. Ma la droga è inerte e il bambino appena nato è un essere senziente, in una fase di imprinting strutturata in milioni di anni (...) Non  pensa che sia un immenso errore ledere  la fase di imprinting del neonato. Mi auguro che possa empatizzare con  il dramma del bambino strappato alla madre...

Emanuele

Nel mio testo mi riferivo all'auspicio di Maurizio Lupi, deputato di Comunione e Liberazione ( Non so il partito, ma CL è la sua principale affiliazione ) che la maternità surrogata venga dichiarato  " reato universale", qualcosa che non è ancora stato chiesto per Putin e Assad che stanno sterminando  una generazione di bambini di Aleppo. E dicevo che, come hanno insegnato e dimostrato in modo eloquente Emma Bonino e Marco Pannella, il proibizionismo  porta male perchè consente l'ingresso della malavita in campi importanti e delicati in cui basterebbe  solo disporre di buone regole. La maternità surrogata è piuttosto  antica, e ce lo insegnano Abramo, e molte  credenze e leggende. E se non volete credere alla lupa, sembra anche la storia dei fondatori di Roma che hanno cambiato madre alla prima poppata e sono cresciuti bene. Il fatto è che chi ci ha scritto con tanta passione  e difende il bambino  appena nato,  dimentica che quel bambino  non sarebbe mai nato se non. fosse figlio di una  maternità surrogata. Ma la maternità surrogata non è un losco gioco di società. E' frutto di un modo di aggirare la natura, in quel caso ostile ) pur di avere un figlio. Figlio dunque di tutta la cultura e la scienza in cui viviamo, in cui molte cure sono già adesso fondate sulla deviazione di temibili percorsi naturali, altre  sbloccano il pericolo con il  trapianto ( che molte tribù avrebbero certamente vietato nei secoli: si può mai vivere con il cuore di un altro? ). Alcune donazioni di organi avvengono dopo il decesso del donatore ( ma con molta sorveglianza legale per evitare decessi accelerati ). Altre fra viventi, come il midollo e il rene ( e di nuovo regole e vigilanza sono di grandissima importanza. Ma alle dovute condizioni, avvengono e salvano. Tutti sanno che, purtroppo, nonostante le sorveglianze,  le regole, le leggi, esiste un vasto traffico illegale di organi. Può succedere anche per i bambini nati da altri uteri, e questo, solo questo è il pericolo da evitare. Non con il proibizionismo. Il "reato universale" di Lupi getterebbe nel buio le decine di migliaia di storie che sono in atto già adesso.  Stupisce che la stessa cultura che difende a tutti i costi ( destino della madre incluso) la nascita di un bambino, opponga un fermo no alle nascite attese,  amate, favorite da una donna che offre il passaggio, come percorso per aggirare un ostacolo ingiusto e immensamente sofferto. Come spiegare, e a chi, e in nome di chi,  che   certi bambini, che sono il senso della vita di chi li aspetta e li accoglie ( e sono stati portati in grembo con delicatezza e  con cura ) sarebbe meglio non  fossero mai nati, anzi sarebbe doveroso imprigionare tutti coloro che hanno avuto a che fare con questa nascita?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –21– ottobre-2016 pag. 16

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