Il Fatto Quotidiano
I MEMORABILI GIORNI DELLA GIUNGLA DI CALAIS

Caro Furio Colombo,

Come  faccio a liberarmi dalla vergogna di quello che sta succedendo a Calais, dove Il Regno Unito e la Repubblica francese sono legate dal patto di  costruire muri e di cacciare con la forza immigrati in fuga dalla guerra che vorrebbero attraversare l'Europa, con la libertà di cui l'Europa sostiene di essere la bandiera?

Claudio

C'è stato sempre molto pessimismo sulla capacità di questa nuova Europa di accogliere e condividere. Ma anche i giudizi più duri si sono  rivelati inadatti a narrare la situazione. Molti di noi hanno persino intrattenuto l'idea che un conto sono le tribù populiste che vogliono chiudere tutto e vivere da soli, in totale isolamento, il contrario esatto della definizione di civiltà.E un conto  sono i governi, a cui tocca tutelare  autorevolezza, immagine e futuro. Infine, ci siamo detti con una ingenuità i imperdonabile: " siamo in. Europa." Lo abbiamo detto perchè  l'Unione Europea non si è formata per dare  la caccia agli scampati da guerra e miseria. Esiste per allargare lo spazio, la forza, le ragioni per un futuro migliore del passato, prima di tutto in termini di civiltà. Non è andata così. L'Europa, che apre violenti litigi per un frammento di numero e uno scostamento zero virgola di bilancio, non ha niente da dire sulla caccia agli stranieri, sulle frontiere chiuse, sulle giungle selvagge che sorgono come estrema speranza su sacra terra europea, e che, per evitare infezioni di altri civilissimi e stremati esseri umani, devono essere sgombrate  con urgenza e violenza.Il silenzio è degno della totale assenza di voci che ha circondato e reso possibili le leggi e poi le persecuzioni razziali, e poi il tentato genocidio nazi-fascista. Il delitto di Calais, testimoniato da pochi giornalisti volontari ( nessuna testata ha mandato inviati, e le televisioni si limitano a farci vedere il rigore militare della polizia francese che agisce da un lato a nome dell'Europa e dall'altro come fraterno favore alla fuori-uscita Inghilterra ) lascia il suo segno. Ed è un segno che non promette futuro. Cacciando, bastonando, caricando con l'aiuto di gas lacrimogeni e spingendo lontano,nella notte,persone come noi a cui nessuna legge ha tolto il diritto di spostarsi nel mondo, distruggendo le loro baracche   con i bulldozer, i francesi, a nome di tutti noi ( governi che credono di essere furbi e stanno zitti, oppure preannunciano un rifiuto assoluto di accoglienza, prima  ancora di avere una sola presenza alla porta), sta celebrando la fine dell'Europa.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –25– ottobre-2016 pag. 10

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