Il Fatto Quotidiano
SEMPRE PIU' ITALIANI NON SONO CITTADINI

Caro Furio Colombo,

Chissà con  quale  furbo marchingegno l'Italia xenofoba intende uscire dal disastro che sta preparando a se stessa. Crescono alla velocità della vita gli stranieri nati in Italia. E  restano stranieri, anche se sono diplomati o laureati italiani. L'Italia xenofoba nega la cittadinanza. Si sta preparando un  bel pericolo. L'Italia non solo spende, ma esclude, e crea nemici.

Anselmo

La risposta è nel comportamento, sia pubblico che privato dei tanti che a Roma hanno visto e constatato  fisicamente la grandiosità della protesta islamica per il divieto di costruire moschee in una città che è sede e simbolo di religione. La folla musulmana che ha pregato intorno al Colosseo per ricordare a tutti gli impedimenti a costruire luoghi di culto islamici,  era immensa. I Tg hanno scelto di filmare dall'alto, ma non ci sono stati incontri o interviste, salvo rassicurare in poche righe di notizie  gli spettatori sul perchè di quello strano evento. " Pregano per pregare ", era la didascalia di quella strana immagine. E voleva dire: " Tranquilli. Sono tanti ma non sono qui per combattere".  Persino di fronte all'evidenza della negazione, ingiusta ma anche pericolosa ( le pazienze di tutti hanno un limite e la storia della chiesa cristiana insegna ) di costruire, comprare, celebrare luoghi di culto,  le fonti di notizie hanno preferito non entrare nell'argomento e non dirci il perchè, legittimo condivisibile, ma anche non negabile agli occhi delle persone normali,  di tutta quella folla, e di quel grandiosa reclamo. Ma è ancora più arrischiata e pericolosa la situazione del milione di bambini e di giovani adulti di una intera seconda  generazione, che sono completamente italiani ( nati in Italia, di lingua e di cultura italiana, che non  potrebbero  identificarsi con alcun altro  Paese, a cui viene negata ( salvo lunghi, non facili, non gradevoli percorsi  burocratici, dopo la maggiore età )  la cittadinanza italiana. Che siano subito italiani i bambini che nascono in Italia è una misura di giustizia ma anche di sicurezza, che solo la cecità  Salvini- Orban, volta al passato delle frontiere e del fucile con la baionetta come simbolo di accoglienza, impedisce di vedere. Non si dimentichi che l'errore più grave e più difficile da cancellare, persino per una persona incontrollabile come Donald Trump, nella campagna elettorale americana appena finita, è stata di esprimersi con disprezzo sul capitano Kahn, pakistano islamico nato negli  Usa e morto da eroe di guerra ( "purple heart", medaglia d'oro) in Afghanistan. Interi gruppi di destra  hanno abbandonato Trump  per quella ragione.  Credo che sia un errore dimenticare la folla del Colosseo che chiedeva, a Roma, luoghi di preghiera. Credo che sia un errore far restare decine di migliaia di bambini e di giovani stranieri nel Paese in cui sono nati. Per ora non vedo cenni di risposta. Non per pregare. Non per dare sicurezza e identità a chi nasce in Italia.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –02– novembre-2016 pag. 12

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