Il Fatto Quotidiano
ANOMALIE E AFFINITA' CON LA POLITICA AMERICANA

Caro Furio Colombo,

Sono sempre stata una ammiratrice della vita pubblica  e politica americana. Ma questa campagna elettorale ha infranto la mia persuasione. E' stata  una violenta e inspiegabile  discesa in basso. Riusciranno a risalire?

Magda

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La campagna elettorale per le. elezioni presidenziali americane del 2016 resterà certamente nella storia di quel Paese e del mondo. Le anomalie, la rottura di tradizioni consacrate dalla consuetudine, la sorpresa politica, la discesa in basso, la doppia crisi che colpisce entrambi i contendenti ne sta facendo una storia unica. La prima anomalia, inaspettata e insolita, è stata

il rapido e clamoroso affermarsi di un candidato di sinistra, Bernie Sanders, che si dichiara" socialista" in un Paese che non ama,  e anzi rifiuta, le ideologie, un candidato che non solo insidia, ma a momenti  supera la candidata democratica  Hillary Clinton,un candidato che raccoglie  subito successo popolare ( soprattutto di giovani)e ha rappresentato a lungo un pericolo alla candidatura " sicura" di Hillary Clinton. La seconda anomalia è stata il prolungato rifiuto di Bernie Sanders di  ritirarsi e offrire il proprio voti alla rivale di partito Clinton,anche dopo avere matematicamente perduto ogni possibilità di vincere le primarie. Il gesto orgoglioso e vanitoso ha  rotto una radicata tradizione partitica e indebolito la Clinton. Ha  tenuto in sospeso ,lui, democratico, il diffuso pronostico di vittoria della candidata  rivale del partito democratico. La terza  anomalia è la irruzione violenta e da circo di un personaggio inedito nella vita politica americana, Donald Trump, troppo ricco, troppo volgare troppo privo di un minimo di orientamento politico eppure capace di ottenere un suo grande successo. L' ultima anomalia, meno avventurosa ma più misteriosa, è l'improvvisa dichiarazione del capo dello FBI che, prendendo di sorpresa l'intero mondo politico e probabilmente lo stesso presidente Obama, ha dichiarato indagata Hillary Clinton  per materiale casualmente reperito ( nel corso di un'altra indagine ) nel computer privato della stessa Clinton, quello che la Candidata non avrebbe dovuto usare quando era segretario di Stato. Due punti attraggono l'attenzione dell'opinione pubblica e giornalistica americana e mettono apertamente in dubbio il senso dello strano gesto del capo dello FBI. Il primo è di avere precisato che niente suggerisce,  per ora e per tutta la durata delle indagini (  si prevede lungo), che  vi siano spunti  di accusa o di illegalità o si tratti solo di materiale   impropriamente dislocato ( e impropriamente rintracciato), con un serio dubbio di violazione arbitraria della privacy di Clinton, in mancanza di ogni valutazione giudiziaria. Il secondo, che deriva dal primo e che rende la storia paradossale è: ma era questo il momento giusto per suggerire un'idea di reato "quando,a detta degli stessi inquirenti, siamo molto lontani dal saperlo e dal dirlo."

Ecco come si conclude una brutta campagna elettorale, resa difficile dalla elegante vanità del socialista Sanders che sapeva benissimo di non  vincere ma non ha dato strada alla candidata vincente fino all'ultimo momento.  E dalla infinita volgarità, violenza e tendenza a mentire di Donald Trump. Il caso ci dice che non solo l'estrema povertà ma anche l'estrema ricchezza può essere causa di problemi gravi di personalità e di comportamento, e causa di aggressione e menzogna. Risultati? Io dico Clinton, nonostante tutto. Ma resta l'ansia, che va molto al di la della preferenza per un partito o per l'altro.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –03– novembre-2016 pag. 10

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