Il Fatto Quotidiano
TRUMP E I SUOI MOLTI AMMIRATORI ITALIANI

Caro Furio Colombo,

Seguendo ogni sorta di programma su questa tragedia americana, ho notato che la maggior parte degli italiani che fanno sentire la loro voce con messaggini e telefonate a radio, televisioni e  socializzano  in rete,  sono contenti della vittoria di Trump. Non so spiegarmelo.

Alberto

C'è Trump e c'è un sogno. Si tratta di un sogno cattivo, ma a quanto pare diffuso. Il sogno è  la  cacciata   immediata di milioni di " clandestini" .A volte si aggiunge " che hanno commesso reati", senza specificare quali areati. Negli Usa è reato opporsi a un arresto, anche senza violenza, semplicemente rifiutando di offrire i polsi alle manette. Naturalmente è un piccolo reato ( non risulta che vi sia una ondata di delinquenza da immigrazione, negli Usa ) ma tutto dipende da come si scrive una legge, e Trump promette che la sua sarà  la più giusta del mondo. Confondere l'immigrazione con la droga è un facile imbroglio, visto che tutte le gang sono miste, proprio come i servizi di posta privata:  c'è chi spedisce e chi riceve. Per i trafficanti americani si apre una sorta  di grande amnistia: gli basterà denunciare come complice qualunque messicano per guadagnarsi ( è tipico di quella giurisprudenza ) " la benevolenza della corte" e, in molti casi, anche l'annullamento del processo. Il sogno è che Trump spezzi le reni ( secondo il vecchio linguaggio fascista) alla Unione Europea togliendole ogni peso politico e buttandole addosso il  peso della difesa militare, che d'ora in poi non sarà più un  affare americano. Il sogno entusiasma   quegli italiani pro-Trump ( che sono più numerosi  del previsto, ben preparati  da Salvini, Meloni e Casa Pound ) a cui piace l'dea di espellere, e piace ( come è accaduto per gli americani poveri a cui gente come Trump ha tolto fabbrica ) sentirsi finalmente non più gli ultimi della scala sociale,perché sono comunque superiori ai neri. Poi c'è il risveglio.E in quel risveglio c'è un Paese, gli USA,  chiuso e autarchico e senza interesse al resto del mondo, dove tutti sono nemici, tranne i cinesi, Putin, e gli inglesi, ma solo quelli isolazionisti. E c'è un'Europa abbandonata a se stessa che dovrà tentare di parare  da sola, con una sua politica e una sua difesa, i colpi di un mondo aggressivo e in. disordine. Finalmente indipendenti? Qui comincia il grande scherzo:reggere da soli gli esiti di una politica fatta insieme e, in buona parte, con responsabilità americana. Senza risorse e senza forze armate comuni. Sarà il momento di verificare se è vero che necessità fa virtù. In politica non lo è quasi mai. Temo che sia il destino degli italiani e degli europei  soddisfatti di essersi finalmente liberati di Obama.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –16– novembre-2016 pag. 12

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