Il Fatto Quotidiano
ITALIA, UN BARCONE ABBANDONATO DALLO SCAFISTA

Caro Furio Colombo,

in questo momento ( e da un bel po' di tempo), l'Italia non ti sembra un barcone che vaga sulle onde del Mediterraneo mentre lo scafista  se ne è andato, e non si fa trovare?

Mirko

Non so se l'immagine dello scafista non sia un po' troppo drammatica, ma resta il fatto che ormai da tempo a Palazzo Chigi non c'è nessuno.   E' vero che "lo scafista" ha molta forza fisica, molta abilità, e riesce persino a farsi fotografare mentre  celebra l'anniversario di nozze con la moglie. E' anche vero che, con energia ammirevole, riesce a intervenire sia oralmente che per iscritto quasi in continuazione, impedendo in ogni modo sia il silenzio su di lui che la mancanza della sua voce. Ma si tratta di un funzionamento in pilota automatico in cui vengono ripetuti due discorsi uguali, trasmessi a volume sempre più alto, e con un abile cambiamento di toni ( sempre più aspri ) ma moltiplicando due temi fissi: in uno si dice che il mondo attende  le nostre riforme così come le ha scritti la Boschi, e se non queste riforme non entrano presto in funzione per proteggere e salvare l'Italia, allora l'Italia è perduta.

Il secondo discorso è diretto all'Europa, e non contiene nuovo materiale  ma si arricchisce di rabbia e minacce,  e nessuno riesce a capire che cosa ci si possa aspettare da un così intenso e progressivo incattivimento  dei toni. E' vero che la sequenza e, spesso, la sovrapposizione continua dei due discorsi crea un rumore di scontro e una tensione molte forte. Però nessuno sta fermo al proprio posto e nessuno governa. Renzi infatti, il nostro scafista, non solo ha abbandonato la barca governo, e la barca partito per guidare una terza barca, il referendum.

Ma è anche vero che gli altri ministri  saltano anch'essi sul suo  gommone. Oppure devono restare   fermi,nella nafta del barcone  abbandonato e sperare in bene. Lo dimostra un esperto di rapporti internazionali, come Gentiloni, che lascia partire  per Israele centinaia  di lettere con mittente  Italia, firma di  Renzi ( che nel tempo libero è capo del governo, dunque responsabile della lettera e della busta ) ) e un indirizzo che risale all'altro secolo,  e in cui si legge " Gerusalemme, Palestina ". Facile immaginare  quanti altri errori od omissioni possono essere stati fatti da bordo del gommone " referendum", il solo in cui ferve la vita dopo che il governo ha abbandonato il gommone Italia. Si può anche immaginare lo stato di pericolo del gommone Italia, dopo l'abbandono dello scafista e dei suoi  aiutanti, che dura da mesi. Non resta che sperare nei Medici senza frontiere.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –19– novembre-2016 pag. 10

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