Il Fatto Quotidiano
GLI STATI UNITI E IL GIORNO DEL RINGRAZIAMENTO

Caro Furio Colombo,

Ho vissuto in America e ricordo che l'ultimo giovedì di novembre è Thanksgiving, ovvero il giorno del ringraziamento. Sarà celebrato anche quest'anno?

Teresa

Quasi tutte  le grandi festività americane hanno un'origine allo stesso tempo storica e popolare. La festa del Ringraziamento, in questo senso è la più tipica. Il riferimento è a un discorso di uno dei leggendari padri pellegrini del Paese che non era ancora America, che,per dare motivazione e coraggio prima di  sbarcare nell'ignoto ( di fronte  alle coste del Connecticut ) ha annunciato che il nuovo  Paese sarebbe stato " la città sulla collina" ovvero molto al di sopra e molto al di la dio ciò che, prima  di allora, era mai stato conosciuto. Nasce da quella  originaria cultura dirischio, di avventura e di missione, un tipo di orgoglio diverso e speciale che non conta sulla massa ma sulla singola persona , che a sua volta si salda con la coscienza di essere, allo stesso tempo, unico e americano, ovvero segnato dalla coincidenza fra origine della persona e origine del Paese. Nasce di qui il meglio ( il senso di comunità, di inclinazione a cooperare, sostenere, difendere e migliorare ) e il peggio ( il razzismo ma anche l'onore per la ricchezza e la tendenza ad escludere i poveri ) della vita americana, come la ritroviamo nella sua storia ma anche nella sua letteratura, poesia e cinema. La lettera di Teresa suggerisce che la vittoria di Donald Trump, presidente della ricchezza e del privilegio di pochi a cui in molti dovranno sottostare, non offre nessuno spunto per dire grazie. Eppure  bisognerebbe prestare attenzione al fatto che, nella sua campagna elettorale, Il miliardario Trump ha violato quasi sempre la Costituzione ( con i suoi continui attacchi alle istituzioni più che alle persone). Ma, al momento, non ha cambiato nulla, e la Costituzione rimane intatta a garantire i cittadini americani. Molte delle promesse e degli impegni di Trump sono anti costituzionali, ma Trump, per i suoi progetti, resta esposto al giudiziodi una giurisprudenza americana ( Costituzione e sentenze )  che non è mai stata distratta o tenera neppure di fronte a presidenti molto potenti ( come dimostra il destino  di Nixon ). Dunque il giorno del rendimento di grazia ci sarà nonostante gli scatti di prepotenza con cui Trump ha unito il segreto di Stato e quello di famiglia. Infatti Trump si presenta come uno che ha voglia di devastare leggi e tradizioni garantiste del suo Paese. Ma ha di fronte a se, che sogna di costruire muri contro altri, il muro non facilmente valicabile della Costituzione americana, con pochiemendamenti e nessun cambiamento in due secoli e mezzo di vita.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –22– novembre-2016 pag. 10

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