Il Fatto Quotidiano
STRAGE DI ALEPPO: DOMANDE SENZA RISPOSTA

Caro Furio Colombo,

La domanda che vorrei rivolgere è la seguente: perché finora non si è riusciti a innescare un movimento di opinione che si batta per fermare lo scempio di Aleppo? Non mi convince la tesi che siamo diventati aridi e insensibili. Mi sembra invece che non sappiamo più  come manifestare  in modo efficace le nostre opinioni e la nostra indignazione. Nel profondo di noi stessi siamo convinti che il nostro dissenso  e la nostra protesta non smuoverebbero nulla.

Eppure nel nostro passato i movimenti di opinione nel mondo occidentale hanno avuto il loro peso nel fermare alcuni conflitti. Penso ad esempio alla guerra del Vietnam.

Marco

La domanda è forse la più importante di questi giorni, di queste ore. La risposta è facile e desolante. Non c'è nessuno dalla parte della protesta, né cattolici ( a parte io Papa ) né laici, né sinistra né destra ( se e quando si dividono e si distinguono ), ne giovani né anziani, né sindacati o studenti. Molti di coloro che ho elencato  ( ma è un elenco improvvisato, potrebbe  essere  più lungo, ma. on lo stesso segno e la stessa tristezza ) hanno imparato da tempo che nessuno presterebbe attenzione. Sia i politici professionali che coloro che vogliono occupare  gli spazi con proposte e interpretazioni del tutto nuove  della realtà, hanno una loro agenda, fatta tra le loro mura, da cui, come i vecchi politici, non vedono nulla. Certo non il dolore. Sentiamo mai qualcuno, fra partiti e gruppi che si assaltano ogni giorno alla gola e si scambiano  accuse di indegnità, parlare di poveri ( i poveri che le inondazioni spazzano dal loro rifugio sotto i ponti)  di bambini profughi  sperduti  ai margini di un'Europa che non li vuole,  di gente che si salva in mare ma in mare perde i figli, o di interi carichi umani che vanno perduti, mentre possenti marine militari si aggirano nei dintorni? Tutti alzano le loro  bandiere nazionali,  ma non si sa in onore di che cosa.

Se in questo momento una colonna di pace e di protesta europea si mettesse in marcia, sfidando le prese in giro delle destre di vario tipo e le grida di " sparate sui barconi", che si infittiscono, quella colonna, oltre alla barriera di sarcasmo e rigetto, non troverebbe un solo governo ( non uno) e uno solo fra i grandi partiti d'Europa, pronto al sostegno. E una parte, solo una parte ( forse non maggioritaria) , di preti e parroci e congregazioni religiose cattoliche e di clero protestante. Come rimedio c'è il dosaggio delle notizie. Poiché il massacro dei bambini continua ogni notte ad Aleppo,a Mosul, in luoghi ormai  devastati di cui nessuno parla, come le città dello Yemen o del Sud Sudan. e continua lo stupro sistematico delle donne come normale strumento di guerra ( dall'Irak alla Siria  alla Somalia al  Mali) a soluzione è parlarne meno e vedere meno immagini di quei massacri. Le immagini sono sempre più o meno le stesse,  e se il testo è raccapricciante, vuol dire che, per una volta, invece di una  nota editoriale, è stata usata una citazione di Amnesty International. E' un risposta  disperata, mi rendo conto. Ma è la sola libera dalla finzione che, salvo pochi assassini, siamo tutti così buoni.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –26– novembre-2016 pag. 12

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