Il Fatto Quotidiano
FIERO E INDIGNATO ATTACCO A CASTRO MORTO

Caro Furio Colombo,

Castro sarà stato vecchio e malato ma tanta gente. e tanti giornali non avevano voglia di improvvisare un tribunale sulle sue colpe  umane  e politiche.Adesso si balla a Miami e ciascuno contribuisce con. il suo ricordo di qualcosa di tremendo del castrismo, fingendo  che tutto il resto non sia mai esistito, a cominciare da ciò che era Cuba prima di essere liberata. Ci sono molte colpe di Castro . Ma il festeggiamento e il processo a bara chiusa mi sembra un po' vile.

Adriana

Si può fare una rassegna italiana, cominciando dalla destra che non riconosce diritti umani e civili neppure ai bambini che fuggono da soli dalla guerra, ( e raccomanda " i barconi vanno affondati subito" ) però si indigna delle violazioni cubane a quegli stessi diritti. Ci sono stati, certo, ma non tutti hanno una vita che permette di fingersi giudici di ciò che essi stessi invocano. Ma proprio  coloro che stentoreamente pronunciano  , con focosa esaltazione, le loro sentenze di condanna verso Castro ( intimando ai leader del mondo  di non farsi vedere al suo funerale), sono gruppi e persone che hanno avuto ottimi rapporti e poi amicizie protettive con personaggi  come i torturatori argentini e cileni, come gli amici  del generale

Videla  che ha inventato in Argentina il lungo tormento dei desaparecidos e del furto dei neonati. assegnati a famiglie del regime dopo la cattura e l'uccisione delle giovani madri incinte, e alle imprese, tra le più estreme e crudeli, del generale Pinochet, che nessuno ha sentito necessità e pudore di menzionare   mentre si improvvisavano maledizioni a Castro defunto. Il crudele fascismo militare argentino e cileno che ha fatto decine di migliaia di morti ammazzati ( compresa la trovata di gettare i prigionieri vivi da aerei in volo sul mare ), l'oscuro "Garage Olimpo" narrato da un indimenticabile  film, la tremenda rievocazione di Ariel Dorfann e Roman Polansky nella rappresentazione teatrale e nel film  " La fanciulla e la morte", sembrano non avere lasciato traccia in un bel po' di  rievocazioni sulle malefatte di Castro a Cuba e in  molti pensosi editoriali e approfondimenti solo sul male di Cuba. E così la morte di Castro è servita non solo per la condanna definitiva del liberatore di Cuba, accusato di repressione dura del dissenso. Ma anche per una benevola e totale esenzione da una lunga serie di delitti esecrabili  ( più che una amnistia una assoluzione  " perché il fatto non costituisce reato") per i generali argentini e cileni. Il senso è che l'oppositore di uncomunista è un martire,ma l'oppositore  di un generale fascista è nessuno e si può dimenticare, tanto più che è desaparecido  o caduto in mare.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –30– novembre-2016 pag. 12

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