Il Fatto Quotidiano
VENETO: VOGLIONO IMPORRE IL DIALETTO PER LEGGE

Caro Furio Colombo,

i giornali ne hanno parlato, forse un modo per liberarsi per un'ora dal ciclone Renzi sul "si" e il "no". La notizia è che tra poco i veneti avranno un loro referendum sull'autonomia e l'imposizione a tutti di parlare il dialetto locale.  Costa 14 milioni. Di sprechi ce ne sono tanti. Uno in più.

Silvana

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Da quel che si capisce, il referendum veneto sarà un voto multiplo con un reclamo di buon senso, l'autonomia, che però funziona non per il risultato di un referendum festaiolo, ma attraverso opportune trattative e accordi fra governo regionale e governo nazionale. E alcune sciocchezze come le carte di identità in dialetto veneto, l'obbligo della lingua e " alcuni diritti in più ". Cito:

"Chi è nato in Veneto avrà più diritti dei' foresti' . Anche prefetti, carabinieri e provveditori dovranno parlare in veneto" ( La Repubblica, 25 novembre ). Qui ci troviamo di fronte a una paesanata antica e un po' umiliante, per la ha pensata e proposta e approvata come legge regionale, e per chi la voterà. Poiché anche un piccolo paesino ( pensate alla bellezza della regione di cui stiamo parlando) , conta sulla differenza tra ciò che vale se è fermo e inchiodato nel passato, e lo scambio continuo con gli altri, che è presente e futuro ( " foresti" o non " foresti" basta che di  qui passino, comprino, vendano, mangino e ne parlino ad altri in una lingua utile e conosciuta da tanti ) non si capisce l'ottusa persuasione  di doversi esprimere, non per gioia ma per legge, nel dialetto locale. A chi può essere venuta l'idea che, se ti chiudi dentro, se metti in scena una  finta incapacità di capire chi non parla veneto, se neghi relazioni a chi non parla come te e, in caso di necessità, non ti fai difendere o curare da  medici o carabinieri che non conosco il dialetto,  che è certamente un'idea penosa e perdente?  Se sei veneto, ti chiedono di dire  si a referendum che ti obbliga a sottrarre  tempo e danaro allo studio delle grandi lingue del mondo e ti invita a spostare  su documenti e carte un dialetto bello ma caro solo ad alcuni e utile solo sul posto. Eppure   tutti sanno che viene dal Veneto un buon numero di quegli italiani che hanno contribuito a cambiare il mondo, non con il dialetto, benché legittimamente amato, ma con genialità, bravura, invenzione.

Ancora una volta ci sarà un referendum a cui i veneti  interessati al futuro ( cde ne so no stati tanti, ce ne saranno tanti ) diranno no.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –01– dicembre-2016 pag. 12

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