Il Fatto Quotidiano
CHE COSA SEPARA E UNISCE DONALD TRUMP ALL'AMERICA

Caro Colombo,

Che sostenitori e avversari di Trump siano diversi e siano profondamente divisi è naturale. Noto però, rispetto alle normali divisioni politiche, che  l'antagonismo degli avversari è molto più forte, e  la passione  dei sostenitori è molto più cieca.

Michele

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Credo che la frase chiave di questa lettera ( estrapolata da un testo più lungo e complesso),tocchi un punto delicato, forse il punto chiave della questione. Quel punto è la rete. La vita in rete è altrettanto diffusa  quasi ad ogni livello e certo in ogni luogo degli Stati Uniti. Però non è fuori posto dire che gli abitanti delle grandi città e di tutte le aree americane toccate dal mare, ( da New  York alla California, da Boston a Seattle ) hanno due vite, quella nelle rete in cui lavorano, leggono, scrivono a passano moltissime ore, come in tutto il mondo). E quelle della vita per le strade  ( dalla "fitness" al teatro, allo " shopping", alla frequentazione di gallerie, librerie e musei, alla partecipazione a eventi culturali e politici in pubblico ) che mantiene il rapporto con la vita fisica e il contatto reale con persone e gruppi di persone, l' opinione trasmessa e discussa ( discussa è la parola chiave ) sul momento e sul posto, di fronte agli eventi. Questo aspetto, della partecipazione  fisica alla vita mantiene una terza  dimensione dei fatti e personaggi, di cui sei in grado di misurare anche in senso fisico il modo in cui occupano lo spazio. Per un cittadino di New York è quasi impossibile provare ammirazione o entusiasmo o adesione per il personaggio di Donald Trump perchè  tutti sanno che  vive in una sua Disneyland  in cui è sempre in corso una festa artificiale con musica e colori ( prevale sempre l'oro ) che apparentemente lui dona a tutti ( nei giorni di Natale una sua banda di corni e tromboni suona sulla Quinta strada, da una terrazza della "sua"  Trump Tower, quella in cui abita, ma in realtà è sempre la celebrazione  della sua festa, del suo successo, del vasto e incessante movimento d'affari con cifre immense che è il suo mondo  e che percorre il mondo ). Trump in rete, invece, è un mito coraggioso e sfacciato che non deve misurare le parole perché ( è articolo di fede della  rete )se dice quelle parole,  sono vere  e infatti coincidono con i miei sentimenti di rabbia e di vendetta. Ciò che giova ( che ha giovato ) a Trump non è un cambio di umanità, come si è detto, fra città e campagna. Certo, la solitudine delle città negli   Stati insaccati dentro l'America, avrà avuto il suo ruolo, e non piccolo. Nessuno ti ha abbandonato, certo non Obama, che ha lasciato la riforma dei servizi sanitari e la disoccupazione più bassa della storia. Ma la sensazione è quella,  e la potente, aggressiva, insultante voce di Trump, che non rispetta neppure gli eroi di guerra, ti fa pensare che con lui non sei di seconda categoria anche se non vivi a New  York. Destra, in questo senso, vuol dire rivendicare i miei diritti personali, o miei meriti ignorati, specialmente se sono bianco. Funziona, E infatti ha funzionato.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –02– dicembre-2016 pag. 16

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