Il Fatto Quotidiano
L'ITALIA NON PUO' OCCUPARSI DRLLA LIBIA. C'è IL REFERENDUM

Caro Furio Colombo,

Provo a fare un elenco delle cose che non sappiamo della Libia. Non. sappiamo se la città di Sirte, roccaforte di Isis, è stata conquistata o no. Non sappiamo se le truppe del generale Haftar ( governo di Tobruk) che avevano occupato la zona degli impianti petroliferi dell'Eni siano amiche, nemiche, presenti o ritirate. Non sappiamo che cosa fanno i duecento soldati italiani e perché. Non sappiamo se il " governo di unità nazionale di Al Sarraj, così imprudentemente riconosciuto dall'Onu e dall'Italia,  esista ancora.

Luigi

…..

I libici forse non sanno che l'Italia è  stata preda di una sorta di incantesimo che ha impedito   pensieri  e azioni, non importa se urgenti. Si tratta di un referendum epocale dal  cui esito, è stato detto,   dipende l'immagine dell'Italia e di tutto ciò che, nel mondo, ha a che fare con presenza o decisioni italiane. La Libia è certo la complicata  e disastrata realtà più legata, in questo periodo,a ciò che può fare  l'Italia. Nessuno, ne l'attivissima ministra della Difesa Pinotti, ne il placido ministro degli Esteri Gentiloni, hanno lesinato impegni, annunci e promesse. La scaletta prevedeva un governo unitario sponsorizzato dalle Nazioni Unite e simbolo unico del Paese.

E' stato mandato  un certo Al  Serraj, a cui si attribuisce un riconoscimento internazionale, ma che in Libia non dispone di Parlamento, di cittadini, di armi, di soldati. Non conta  e non può agire.

Restano tutti gli altri governi che forse non sono riconosciuti dai governi del mondo e dall'Onu,  ma occupano, agiscono, decidono, combattono e fanno la loro parte di morti. Resta l'Egitto, con cui nessuno parla, ma che parla tutto il tempo con molte Libie, tutte  armate e tutte ben sostenute se  e quando è necessario. Le molte  Libie  pullulano  di agenti segreti, corpi  speciali e consiglieri militari dei principali centri di civiltà, ciascuno con la sua tribù da mandare allo scontro. Fragilicoalizioni  si uniscono provvisoriamente per scacciare il. califfato da Sirte, ma, nonostante gli annunci, la città è sempre Isis. La  spiegazione forse non è nella gigantesca forza di Al Baghdadi, ma nella presenza distratta  di un mondo occidentale ciascuno col suo referendum  epocale .Per esempio, gli Stati Uniti. Restano o vanno via, ora che ha vinto Trump e non vuole più pagare le spese di difesa o di guerra degli Europei, e dunque anche degli italiani?

Come vedete la storia non si spiega da sola. Continua senza controllo ma continua. Ne va della vita di molti. Ma questo conto non lo tiene nessuno.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –03– dicembre-2016 pag. 10

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