Il Fatto Quotidiano
IL PRESIDENTE E' UN ARBITRO E NON SOLTANTO UN GARANTE

Caro Furio Colombo,

Lei i che l'ha conosciuto, perché Marco Pannella andava  in bestia quando un Presidente della Repubblica si definiva "arbitro", come ha appena detto il presidente Mattarella, e non Garante della Costituzione?

Paolo

..

La ragione che provocava le  reazioni vivaci di Pannella quando sentiva usare ( a volta dai presidenti stessi ) la parola "arbitro "per definire compiti e funzioni del Capo dello Stato, erano dette con focosa chiarezza, e sono contento che lei mi induca a ripeterle. L'arbitro è una figura neutra, che gestisce il potere del regolamento, veglia sui limiti del regolamento, impedisce violazioni o libere interpretazioni e non ha alcun ruolo, neppure minimo, nella interpretazione dei fatti. Non  interpreta, esegue. E non discute o spiega o interviene alla luce di certi principi, ma alza la bandierina o il cartellino,parte anche lui del regolamento. A Pennella sembrava assurdo che un uomo politico ritenuto rilevante ( e perciò eletto ) limitasse rigorosamente il suo alto ufficio di persona che rappresenta tutti gli italiani, esercitando  la gestione del traffico politico, che - nel, caso, diventa gestione del traffico delle burocrazie  che fiancheggiano e sostengono le istituzioni.

Questo vuol dire non entrare  mai nel merito, e dunque non avere nulla da osservare se i profughi  vengono respinti in mare, non far capire di avere  opinioni sulla sicurezza delle scuole, non esprimere preferenze fra la fame di una parte non minima di cittadini ( tra cui molti bambini) e  l'attiva evasione fiscale di altri. L'impegno più grande di Pannella, il. lettore lo ricorderà, erala garanzia della non violazione del diritti umani e civili. Non è una  questione da arbitro ma un impegno da protagonista. C'è violazione  o forzatura della Costituzione? Il contrario, come si sforzava di spiegare il leader radicale. La Costituzione  rimane inerte se il suo garante non si assicura che venga attuata in ogni sua parte. Ovvio che, una volta definito così quel compito,rimane il limite  invalicabile di non avere e di non dare obiettivi di governo o programmi  che una parte  impone all'altra. Ma sia nella visione del lettore che in quella di Pannella, essere ilgarante della Costituzione è ben di più che fare l'arbitro, ma è altra cosa dal governare.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –06– dicembre-2016 pag. 12

--------------------------------------------

Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

00193 Roma, via Valadier n. 42

lettere@ilfattoquotidiano.it

 

 
Cookie Policy