Il Fatto Quotidiano
SIAMO PIU' SIMILI ALL'AUSTRIA CHE ALL'INGHILTERRA E AGLI USA

Caro Furio Colombo,

Sento continuamente dire che i tre casi si assomigliano. In tre Paesi liberi e "liberal" ( Inghilterra, Usa e Italia ) ha vinto inaspettatamente il populismo, ovvero  il " no" a ciò che proponeva l'establishment.

Federico

Mi sembra una risposta di comodo per commentatori esasperati che si erano preparati un'altra storia e devono riempire la pagina. I tre casi infatti, salvo il finale a sorpresa ( ma si tratta di sorprese molto diverse) , non hanno nulla in comune e sono episodi di storie  senza alcuna

relazione o affinità. Nel primo caso un primo ministro, Cameron, crede di correre un piccolo rischio con un referendum sul restare o abbandonare l'Europa.E il risultato di quel referendum ( che costringe l'Inghilterra ad abbandonare  l'Europa) scardina la sua politica, il suo governo, la sua vita pubblica. Il caso Trump - Clinton è un assalto al potere americano ( e del mondo ) dell'estrema destra. organizzato bene,e riuscito bene,  grazie  soprattutto  alla partecipazione straordinaria ( che in un primo momento era  sembrata uno scherzo) di un potente estraneo   della politica che si sta dedicando a frantumare tutto ciò che di buono gli Stati Uniti hanno fatto finora. Il caso Renzi è  un episodio normale di vita democratica che ha avuto un esito sensazionale ( sconfitta di un leader troppo innamorato di se stesso ). Dunque a causa e per colpa del suo unico  attore. Ha voluto fare tutte le parti in commedia, e il senso della sua commedia gli è sfuggito di mano, facendo crollare la scena, fra lo stupore generale. Qui. è il punto più originale  e unico della storia italiana. Contrariamente a quel che è sembrato al New York Times, che ha parlato di populismo come ostacolo alla spedizione di Renzi contro la Costituzione, il populismo non. c'entra niente.

C'entra una opposizione giovane, che si è trovata di fronte a una mobilitazione generale ( e anche molto enfatica ) per il niente ( niente  che riguardasse scuola,lavoro, futuro ). C'entra l'appassionato intervento  ( una vera e propria mobilitazione volontaria ) di tanti cittadini che non vedevano alcuna ragione di cambiare la loro Costituzione. C'entra il lavoro aspro, tenace, continuo, di una parte decisa a non arrendersi, nel mondo intellettuale , anche perché comprendeva i migliori esperti della Costituzione. La storia italiana dunque è una buona storia, come quella austriaca che ha visto, nelle stesse ore,  eleggere presidente della  Repubblica un uomo di buon senso e di  di pace, scampando al  pericolo nazista. I personaggi delle due storie sono molto diversi, ma resta in comune, per il futuro europeo, il lieto fine.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –07– dicembre-2016 pag. 16

--------------------------------------------

Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

00193 Roma, via Valadier n. 42

lettere@ilfattoquotidiano.it

 

 
Cookie Policy