Il Fatto Quotidiano
DOPO L'ACCOZZAGLIA, GUERRA (PER LEGGE) ALLA PACCOTTIGLIA

Caro Furio Colombo,

Non so se hai fatto caso al decreto legislativo ( provenienza Madia ) approvato dal Consiglio dei ministri il 24 novembre. Stabilisce che cosa si può vendere o mangiare nei centri storici italiani. Lo stabilisce per legge.

Alba

A quanto pare ci sono negozi di paccottiglia che aprono ed esercitano e vendono accanto alla cupola del Brunelleschi e deturpano talmente lo splendore di Firenze che bisogna sgombrarli. Si arriva a questa decisione storica ( storico è decidere quali negozi o ristoranti aprono e dove ) per due strade. Una è la richiesta del sindaco Nardella, che essendo Nardella, essendo  Sindaco, ed esercitando a Firenze, ha un peso molto più rilevante di Trump. L'altro è il decreto attuativo della legge delega di riforma della pubblica amministrazione , a cura di Madia. Nardella ha un nemico mortale, Mc Donald. Madia non ama i  negozi cinesi e lo shish kebab, anche se associati con la pizza. Strano che un Paese che ha moltissime regole, tutte inosservate, come l'enorme proliferare nelle città italiane ( soprattutto le città d'arte ) di appartamenti affittati in rete alla giornata, non si sa a chi, e che sono il rifugio  perfetto per terroristi che hanno bisogno di molta calma e poca attenzione, si preoccupi invece dello shish kebab e della " paccottiglia " cinese. Si intravedono  però alcune ragioni. Una è che lo chiede Nardella, sostituto di Renzi. Al suo confronto il Papa è nessuno e a Mattarella  si direbbe " vedremo".L'altro  è che la materia cade nel fertile terreno della riforma Madia ( pubblica amministrazione ) che,essendo "legge delega", può esercitare la delega come le pare. E se le da fastidio i negozietto della pizza a taglio, chi siete voti ( turisti paganti e affamati ) per opporvi? Purtroppo la ragione vera di questo decreto legislativo che regola come si mangia e che cosa,in una piazza italiana, è che si tratta di una idea leghista. E tutti ormai abbiamo imparato che Calderoli può che dire orango a chi vuole, che una ministra nera del governo italiano può essere chiamata  scimmia senza conseguenze, e il sindaco di Venezia ( leghista onorario ) può godersi il passaggio davanti a San Marco delle grandi navi che rovinano i canali e il fondo, quando vuole. Ora i leghisti non hanno inventato la proibizione dei cibi etnici ( come sarebbero i ristoranti italiani in. Cina ) per ragioni estetiche ma per limitare sempre di più lo spazio di vita degli stranieri, che invece dovrebbero essere occupati in furti, rapine e stupri e a rubare il lavoro agli italiani, secondo il loro verbo. E' triste ma inevitabile constatare  che la legge Nardella- Madia sui negozi che devi chiudere e proibire per salvare la bellezza italiana, è una legge leghista.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –09– dicembre-2016 pag. 16

--------------------------------------------

Furio Colombo - Il Fatto Quotidiano

00193 Roma, via Valadier n. 42

lettere@ilfattoquotidiano.it

 

 
Cookie Policy