Il Fatto Quotidiano
Chi sono le élite e i poteri forti che condizionano le nostre vite

Caro Furio  Colombo,

quasi ogni giorno intervengono nelle nostre vite i poter forti e le elite. Chi sono ?

Diego

Sono il nemico. Sono coloro che vorrebbero giocarti e dominarti. Sono coloro che prendono il sopravvento ogni volta che perdi ( una elezione, un dibattito, uno scontro ) e coloro che hai spinto indietro o messo in fuga dopo  un confronto anche solo simbolico.  I poteri forti ovviamente esistono, nel senso che esiste sempre  un potere più forte di un altro. Ciò che resta  vagante e sospesa è l'indicazione di un particolare gruppo,  ceto, classe, organizzazione come " potere forte". Facciamoci guidare dal significato della definizione:  potere  forte dovrebbe essere il potente e ultimo centro decisionale da cui dipende e discende ciò che accade, ma solo se percepito come negativo, come danno o prevaricazione Per questo viene indicato di volta in volta un diverso "potere forte" a seconda del tipo di scontro o dissenso o paura. Qui siamo di fronte a un. paradosso. Il " potere forte" individuato è, di volta in volta,  dovuto alle circostanze. Le circostanze cambiano sempre, e così i poteri forti delle appassionate denunce di parti interessate. Eppure i poteri forti esistono, perchè molte cose accadono di cui non abbiamo. nozione  o spiegazione o persuasiva ragione  logica o politica. Qualcuno deve averle decise per qualche ragione che non è stata divulgata.  Resta una sola risposta: i poteri forti si nascondono bene e praticamente non sono mai quelli che si alternano sul banco delle accuse popolari o giornalistiche. Non c'è bisogno di pensare al complotto o al segreto. Basta riconoscere che il vecchio detto "lanciare il sasso e nascondere la mano" funziona ancora e funziona bene. E c'è sempre qualcuno che provvede a coprire  e a sviare l'attenzione, con i suoi fantasmi o le sue convenienze politiche in un. dato momento.

Le elite? Il termine è spregiativo ( senso di superiorità infondata, arroganza nel rapporto e nel giudizio, presunzione di avere ragione e di essere modello )  persino se si intende non qualcuno beneficiato dal privilegio economico, ma dal riconoscimento  culturale, accademico, artistico o da qualsiasi fama di successo dall'attore al filosofo. Si tratta comunque della parola ( e presunta categoria ) più ambigua del mondo. Infatti può accadere che siano gruppi con tutte  le caratteristiche attribuite alle elite, ad accusare altri di essere elite. E poichè la parola è leggera, nel senso che  chi la usa non deve provare nulla, può essere spesa con leggerezza, ogni volta che sia utile a una polemica. La prima espressione nasconde qualcosa che quasi tutti non conosciamo, perchè si nasconde bene. La seconda non nasconde nulla ed è un puro gioco polemico, una blanda forma di insulto.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –13– dicembre-2016 pag. 10

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