Il Fatto Quotidiano
PESTE E CAVALLETTE: LA STRANA LEGGENDA DEL " NO " MALEDETTO

Caro Furio Colombo,

Perchè così tanti, con così  tanto fervore ,( anche persone di reputazione e di potere, anche potentati stranieri )  hanno predetto peste e cavallette se avesse vinto il no al famoso referendum?

Elia

Non ho una risposta. Ma forse l'unica conclusione possibile è che i grandi fatti collettivi  non sono prevedibili, come i terremoti. Si pone il problema di che cosa fare dopo. Ma non c'è niente che si possa fare prima. E' un fatto  che siamo stati ammoniti con gravità e competenza, e lungo due percorsi. Uno che, se vogliamo, resta ancora aperto, del disordine di massa che sarebbe seguito al conservare la Costituzione così com'era. E' la ragione per cui non. mobiliterei le persone che hanno votato "no" con avvedutezza e coerenza, non chiederei loro di  occupare le piazze adesso, dopo avere stravinto. Il compito di chi ha votato "no "è di mostrare che non sarebbe successo nulla, tranne il salvare la costituzione. Propongo di  lasciare le manifestazioni  di nervosismo eccessivo ai delusi del "si". Certo, i delusi del "si" bocciato hanno inscenato la  piccola commedia del " come se niente fosse" ( spiace dire che abbiano  avuto un aiutino per farlo ) e hanno messo sul primo carro del loro corteo di celebrazione  della sconfitta ( detto governo Gentiloni ) la reginetta del flop. Ma perchè noi dovremmo partecipare, sia pure con facce imbronciate, sia pure gridando contro, alla loro carnevalata detta " governo di responsabilità"? A noi tocca festeggiare la Costituzione salvata ed esigerne anche subito il rispetto.  Resta la domanda del lettore.  Non possiamo dimenticare che mezzo mondo, tra finanza, politica, impresa e università, ci ha detto e ripetuto con gravità e urgenza che Boschi e Madia stavano indicandoci la via del futuro eci hanno esortato a non perdere  questa buona  occasione. Siamo stati avvisati che, se avessimo detto "no", per venti anni  quelle riforme non si sarebbero mai ripetute.

Non possiamo negare che quella parte della cupa esortazione era, in realtà, uno splendido augurio. Apparentemente sembra negato dal premio pubblicamente attribuito alla più nota e vistosa bocciata d’Italia. E' vero invece che le hanno fatto un brutto scherzo. La nuova funzione della Boschi richiede una grande visibilità. Ogni volta che dovrà comparire, masse di italiani ricorderanno ciò che un discreto ed educato esilio avrebbe fatto dimenticare. Ogni inquadratura tv recherà, per gli  spettatori, la scritta " ecco chi ci ha fatto perdere un anno, senza banche,senza lavoro, senza politica europea, senza rapporti col mondo,  con i giovani chiusi fuori". Oppure, per per coloro che non dimenticano la sorpresa di quel grandioso 60 per cento per il no, " pensate se questa  donna avesse vinto!". Quanto  ai saggi che ci hanno ammonito ( attenzione, non parlo di coloro che hanno detto "voterò si", ma di coloro che  ci hanno spiegato il rischio mortale di seguire  Rodotà e Zagrebleskhy ) non ci resta che dire: ci hanno mentito. E molti di essi lo sapevano.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –15– dicembre-2016 pag. 12

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