Il Fatto Quotidiano
E' UNA GUERRA DI RELIGIONE O UNA GUERRA DI POTERE?

Caro  Furio Colombo,

Come si fa a negare che la guerra che ci  circonda e si avvicina è una guerra di religione? Basta osservare il percorso di coloro che, anche dal nostro Paese, corrono a unirsi al califfato. Per prima cosa si convertono.

Marta

I populismi europei, e quello italiano più di tutti, hanno fatto il possibile per gettare Dio dentro la contesa. Perchè  ai vari Salvini d'Europa e d'America preme tanto che Dio c'entri? Perchèin questo modo si disarmano i veri sentimenti religiosi e si da vita a un odio contro odio motivato dal fatto che io non posso permettere  che il mio nemico sia peggiore di me. In questa gara a chi odia di più ed è capace di fare più male, l'invocazione di Dio è necessaria come lo è stata nei secoli. Ma prima bisogna sollevare un'onda di sentimenti religiosi che non esistono, in un mondo di malati e di anziani abbandonati, di disabili che possono contare solo sulla famiglia ( finchè qualcuno della famiglia è vivo ) e che non esita a ripetere che bisogna  smettere di salvare la gente in mare  che, se sopravvive, ci ruba le case e il lavoro.

L'espediente allora è caricare Dio sulle spalle di nemici che, immolandosi , gridano Allah con la stessa fede dei 600 mila fanti italiani che si sono fatti massacrare  sul Carso gridando Savoia. Dio è un espediente utile perchè autorizza gli ansiosi di partecipare alla nuova guerra, di fare come i portantini delle processioni del Sud: in nome di Dio servono la ndrangheta. In questa pretesa guerra di religione, in nome di Dio sfogano una estrema xenophobia che  trasformano in. sentimento  religioso. E prontamente assumono la dimensione intellettuale e morale degli avversari: chi non crede nel tuo Dio è da eliminare o spingere via o almeno far marcire sotto la pioggia in accampamenti  ( poi distrutti appena possibile ). Sono tutte vicende a cui non crederanno coloro che apprenderanno queste odiose storie in futuro. Forse che invoca la guerra di religione, oltre a tener conto di ciò che dicono senza sosta  il Papa e vescovi come Galantino, fonti più autorevoli della Le Pen e di Salvini, dovrebbero rileggersi il discorso di Angela Merkel, Cancelliere tedesco,  dopo l'attentato al mercatino  berlinese di Natale. La signora regge da sola l'onore e la rispettabilità di una Unione Europea  che alza muri e distrugge il campo di Calais e quello di Ventimiglia. Ma c'è un fatto in più che i difensore  del Dio cristiano farebbero bene  a ricordare. Nell'altro secolo il gravissimo attentato  al Papa è stato preparato, guidato e condotto seguendo un ben congegnato piano politico. A quel tempo di Dio non si occupava nessuno. La storia era politica e resta politica, nonostante la doppia trovata dei miscredenti.

LETTERA - IL FATTO –22– dicembre-2016 pag. 10

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