Il Fatto Quotidiano
TRUMP PROCLAMA LE CITTA' SANTUARIO

Caro Furio Colombo,

il presidente Trump, ormai definitivamente confermato nel nuovo ruolo, ha fatto sapere che in America ci saranno delle città - santuario, per esempio New York, in cui nessun immigrato potrà mettere piede, mai.

Renzo

Trump ha proclamato vari luoghi e città americane, tra cui New  York, " città santuario " vietate ai profughi, rifugiati  e migranti, istituendo dunque l'antica categoria delle città proibite care a imperatori e satrapi d'altre civiltà e d'altri tempi.  Che sia impossibile lo dichiara il 20 dicembreun editoriale del New York Times che esorta i cittadini a fare quello che possono per " moltiplicare il numero" degli accolti, e fare in modo che New York diventi una città meta dei profughi scampati alle guerre  del mondo. Perchè Trump prende una iniziativa così odiosa cercando di mostrarsi  il peggiore dei suoi cittadini, invece di offrire, almeno a parole, una finzione di tolleranza? Eppure di Trump non si può dire che sia un leader prepotente ma insicuro in cerca della cosa giusta da dire. Lo strano equivoco della storia che stiamo vivendo, è che Trump non cerca di sembrare il peggiore. E' il peggiore. E una buona parte di americani, per vendetta, lo ha eletto per questo. La vendetta,oltre ad avere, come abbiamo detto più volte , una inconfessata   motivazione razziale (" e adesso basta  col nero che ci insegna a vivere" ) è anche una rivolta contro la guida aperta  e altruista di Barack Obama, una sorta del reclamo di restituzione del diritto di infierire liberamente contro i più deboli. Una proclamazione di libertà dai doveri morali. Trump ha dimostrato che tutto si fa per interesse, danaro e tornaconto personale. Perchè non seguire il suo esempio di uomo riuscito  e potente?  Le città santuario, cioè chiuse, proibite,  fondate  sull'esclusione,se il macabro gioco di Trump   riuscisse sarebbero un buon simbolo. Ma il progetto dimostra la cattivaconoscenza che Donald Trump ha della sua  città, che del resto non lo ama ( al punto che la gente in gran numero fa il gesto del pollice verso, in modo aperto e reciprocamente fotografato, ogni volta che avvista per le strade il nuovo e sgradito corteo di auto presidenziali ). Sembra non sapere che la storia, ma anche la presene ossatura della città di New York, è fatta di inclusione e di continuo mischiarsi di storie nuove e di provenienze sconosciute. Forse Trump è prigioniero di una sua violenta e offensiva campagna elettorale e forse persino lui, cominciando a fare il presidente, cercherà  di liberarsi del suo costume di babbo natale cattivo, per travestirsi da essere umano.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –23– dicembre-2016 pag. 16

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