Il Fatto Quotidiano
ALFANO DEVE DIRE PERCHE' HA RAPITO SHALABAYEVA

Caro Furio Colombo,

i giornali ci dicono che due importanti personaggi della polizia stanno per essere processati per il rapimento di Alma Shalabayeva e della  sua bambina Alua, mandate forzosamente da Roma in Kazakistan, dove il padre e marito delle due persone rapite, ex ministro,  era considerato nemico politico del governo, Nessun poliziotto avrebbe potuto farlo senza un ordine politico di governo. Il ministro dell'Interno era allora Alfano.

Elena

E' un processo intorno a uno spazio vuoto che temo  resterà vuoto. I due alti funzionari di polizianon possono avere avuto in alcun modo ragioni  di estradizione per la moglie e la  bambina di un celebre dissidente  ( rispetto al governo del Kazakistan, ma non dell'Italia ) , che avevano trovato rifugio e certezza di sicurezza a Roma.Ma, allo stesso tempo, i due altri funzionari di polizia non possono difendersi indicando la fonte degli ordini ricevuti, perchè è impensabile che denuncino, come mandante di un fatto certamente illegale,  e certamente grave, il loro ministro. E' vero che Angelino Alfano, che, a suo  modo dovrebbe essere proclamato l'uomo dell'anno quanto a capacità di durata  e di promozione, è  appena diventato ministro degli Esteri, e che questo nuovo incarico gli darà ancora più occasioni di avere contatto con la fertile repubblica del Kazakistan. Ma chi potrà sostenere che, nella Repubblica italiana, che ha molti difetti ma ( se la  Madia non ci mette le mani ) una burocrazia ancora funzionante, due persone, parte di una  storia politica importante,possano essere prelevate con la forza, trasportate in aeroporto, fatte salire non certo di loro volontà su un aereo di Stato del Paese da loro temuto, e messe nelle mani di un governo che illegalmente ( non ci sono pratiche  di estradizione per  donna e bambina, ne' intervento di giudici ) le ha richieste per propri fini politici ?  Come si ricorderà, Shalabayeva madre e figlia sono state consegnate al un governo in quel momento "nemico "  con l'espediente della espulsione,che non viene mai eseguita se vi sono rischi per la vita delle persone  ( e in questo caso c'erano).

Il soggetto della vicenda legale è dunque il governo italiano che espelle, e non il governo del Kazakistan che si vede riconsegnare due concittadine, come se non avesse mosso un dito per riaverle, come se  l'espulsione fosse la conseguenza di qualche legge italiana o di qualche violazione commessa in Italia. Non resta che augurarsi che i due dirigenti della Polizia di Stato dicano  chi ha preso la decisione e ha dato l'ordine a cui loro hanno scrupolosamente ubbidito. E che abbiano fiducia nei giudici. Se volano gli stracci ( benchè si tratti di stracci di alto livello ) sarà un. brutto giorno per la Repubblica.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –24– dicembre-2016 pag. 12

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