Il Fatto Quotidiano
CORSA A VISITARE LA CASA BIANCA PRIMA DELLA FINE DI OBAMA

Caro Furio Colombo,

Vedo che ci sono molte rinunce  di artisti e celebrities a partecipare alla festa di Trump il 20 gennaio. Allora non è vero che tutto è in vendita.

Lara

Ci sono due strani eventi che stanno segnando la vigilia del giuramento di Donald Trump. Uno è il rifiuto di molti personaggi dello spettacolo,invitati proprio perchè celebri, e il cui rifiuto certo non gioverà alla carriera. Si pensi alle Rockettes, il celebre corpo di ballo "pop" di. New York, vere e proprie operaie del divertimento collettivo.  Evidentemente hanno deciso che la loro presenza accanto all'uomo che invoca la moltiplicazione della potenza nucleare danneggerebbe la loro reputazione molto di più che accettare per convenienza.

Il secondo fatto, ancora poco notato e poco discusso, è che le prenotazioni per le visite di gruppo e di famiglia a Washington, alla Casa Bianca e al Museo della Shoah si sono improvvisamente moltiplicate. Può essere utile  ricordate che le visite di famiglia e di gruppo o scuola alla capitale sono organizzate con prenotazioni fatte molto in anticipo per garantire l'accessibilità ai luoghi desiderati. Ora moltissime  famiglie e gruppi,certo  a New York che avevano prenotazione per aprile o maggio, vogliono entrare alla  Casa Bianca adesso, finchè è la casa  di Obama,non     quella di Trump. Vogliono  visitare la capitale degli. Stati Uniti prima che diventi la residenza occasionale  dell'uomo che vive e comanda dalla  Trump Tower. Di solito i cittadini americani in cerca di un simile favore ( cambiare la prenotazione della visita con i figli o gli scolari a Washington ) si rivolgono al loro deputato o senatore. Ora si sente dire che gli uffici dei parlamentari di New York hanno dovuto tenere aperti i loro uffici di Washington durante le festività, per rispondere alle migliaia di domande per anticipare la visita. Il  più delle volte, hanno detto anche in televisione i politici raggiunti  dalla richiesta, bisogna dire di no, non ci sono più posti. Ma il più delle volte famiglie e gruppi già prenotati rinunciano, se la data assegnata per la visita cade dopo l'insediamento del nuovo presidente.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –28– dicembre-2016 pag. 12

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