Il Fatto Quotidiano
LE MOLTE FACCE DEL GIOCO IL GIOCO SEGRETO DELLA POST-VERITA'

Caro Furio Colombo,

quella che molti chiamano  post verità, nella informazione in rete, non è altro che storia falsa. Se è falsa,va rimossa e non servono i salti mortali per dimostrare per dimostrare che falso è libero, dunque da non imbavagliare. Falso è falso.

Benedetta

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Senza dubbio la discussione sulla post verità e sulle storie false, non. finirà ne presto ne bene.

Non presto, perchè è molto complicata. e con molte facce, addirittura opposte. Non bene,  perchè è difficile far finta di niente e prendere tutto per buono solo perchè è in rete. Ed è anche più difficile fidarsi di qualcuno che alla fine decide che cosa è vero e che cosa no. Ricordare i fatti, naturalmente, è utile. Nella recente campagna  presidenziale statunitense una parte del materiale è stato alterato dagli hacker russi ( ovvero dallo spionaggio bene organizzato di un Paese non si sa se nemico ma certo rivale, non si sa se in combutta con una parte  americana, ma certo efficace). E una parte  del materiale, deliberatamente falso ( e anzi esageratamente falso in modo da far esplodere notizie impossibili e perciò più seguite e, alla fine, più credibili). è stato messo in rete da una delle due parti, quella di Donald Trump. Ovvio che la riposta democratica è l'intervento legale immediato della parte colpita, non dentro lo scontro virtuale ma dentro la vita reale.  Il problema è  che la rete è più veloce, e può uccidere per prima. Però serve a poco sia accusare la rete, di cui è inutile discutere la capacità di inganno, sia invocare una autorità di controllo a cui non si saprebbe  come conferire  l'autorità  e credibilità necessaria.  Un primo passo civile sarebbe riconoscere, anche nell'interesse di coloro che usano correttamente la rete, che il problema esiste: la rete, in se, non porta luce. Porta dati e notizie vere e false, per caso, per sbaglio e come progetto. Dunque ogni santificazione è fuori posto, come lo è ogni condanna preliminare. UN secondo passo è creare ( o sperare che si crei ) una predisposizione critica. Se il generale Flynn, nel corso della campagna elettorale Trump contro Clinton, ti informa  che la Clinton gestisce un traffico di prostituzione minorile a Washington,devi immaginare una utenza libera e guidata da nessuno che esiga una verifica, data l'estrema e rozza formulazione dell'accusa, e pretenda una controprova ( voce vera, nome vero, indirizzo  vero ). Occorre arrivare al punti di  civiltà in cui i viaggiatori della rete smettono  di compiacersi di sentirsi dire le cose gradite e si sentano rispettati e cooptati solo se forniti  di notizie  vere. Non è facile, non è imminente, ma può accadere.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –05– gennaio-2017 pag. 12

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