Il Fatto Quotidiano
NUOVO ANNO: IN DIFESA DI ROM E DI SINTI

Caro Furio Colombo,

Alla Camera e al Senato giacciono  due leggi per il riconoscimento  della minoranza dei Rom e dei Sinti. Inoltre, dopo l'esito del referendum del 4 dicembre, resta invariata

la soglia delle 50 mila firma per una legge di in iniziativa popolare, così come rimangono ancora inapplicati, per Rom e per Sinti, gli articoli 3 e 6 della Costituzione.Il fine anno è una buona occasione non solo di auguri,ma anche di qualche  riflessione.

Dijana Pavlovic

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I lettori di questa pagina sanno che ospito volentieri ciò che continua a dire e a fare,con coraggio e bravura,  Dijana Pavlovic a nome e in difesa del popolo dei più esclusi degli esclusi.i Rom e i Sinti, che, pur essendo quasi tutti italiani ( e  molti di loro, come Diana, attivi e leader nella vita pubblica e intellettuale del nostro  Paese ) sono esclusi da ogni diritto, ogni rispetto e sempre caricati di un pregiudizio antico, una superstizione da tempo delle streghe, a cui si affidano, molte volte, anche le decisioni delle autorità. Per questo è necessaria una legge. La storia della civiltà contemporanea ci insegna che qualcuno deve avere il coraggio di spingersi avanti per negare pregiudizi che vengono scambiati e creduti seriamente  come fatti. Quando Lyndon Johnson, che insieme al presidente Kennedy e all'allora ministro della Giustizia Robert Kennedy, ha redatto ( negli anni 60) la legge detta " Civil Rights Bill" ( e l'ha poi tenacemente realizzata dopo l'assassinio di John Kennedy ) il governo americano non era affatto in sintonia con l'opinione  pubblica, ancora largamente ostile o diffidente verso i neri. Ma invece di mettersi in coda per    ripetere gli stereotipi negativi usati da tanti, si è messo alla testa per dimostrare che il Paese  era molto migliore di quello che credeva di essere. L'Italia di. tanto in tanto vive di questi rari  momenti della Storia ( la legge  Cirinnà sulle Unioni civili). Ma il momento della mano tesa dello Stato ( e dunque  tutta la comunità civile italiana ) a Rom e Sinti ( agli " zingari" ) non è mai venuto. E' giusto che sia tra gli auguri  più importanti per l'anno che sta cominciando, soprattutto per coloro che hanno possibilità e responsabilità per decidere. Pensate al paradosso, anche di comunicazione e informazione, in cui viviamo: un campo rom viene sempre descritto come " fatiscente" e si insiste in dettagli sulle terribili condizioni di vita, fingendo di credere che vi siano  esseri umani che scelgono di vivere con i loro  bambini e i loro vecchi, nel gelo e nel fango. Infatti un altro articolo vi informerà ( ma in modo separato e sconnesso ) che ogni   sgombero di campo " fatiscente" non è mai seguito o preceduto da assegnazione di case popolari, nelle cui liste rom e sinti non vengono mai inseriti. C'è sempre chi ferma la mano ( ed è inutile fare l'elenco di squallide formazioni politiche) per poi accusare i rom di tutto, cominciando da reati ( il furto  di  bambini ) che, nei secoli,  non hanno mai commesso. Spero che in molti vorranno  accogliere questo augurio: buon. anno dai Rom. Buon anno ai Rom.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –07– gennaio-2017 pag. 10

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