Il Fatto Quotidiano
INAUGURAZIONE TRUMP, DUE VISIONI A CONFRONTO

Caro Furio Colombo,

Voglio sapere se anche tu hai notato che molti italiani, anche bravi professionisti della notizia, si stanno orientando su toni comprensivi e rispettosi ( o prudenti, se vuoi) verso il nuovo  presidente americano, facendo finta di non aver  visto e non aver sentito momenti  ormai celebri e non cancellabili della sua violenta campagna elettorale, come la sua descrizione ( audio e video) del come si devono afferrare  i genitali  delle donne da conquistare, o facendo il verso a un cronista disabile, o insultando un eroe di guerra ( alla memoria ) perchè di religione islamica, e poi trattando con scherno la madre  e il padre che difendevano il figlio pluridecorato?

Rolando

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Proverò a rispondere usando due testi pubblicati  lo stesso giorno, uno su " La Stampa" in Italia,e uno sul New York Times, a New York, entrambi i testi nella pagine delle opinioni.

Ecco il testo italiano: "L'opposizione a Trump, durante le elezioni, è stata ideologica e preconcetta, anche in relazione alla aggressività dei suoi toni. Questo non ha aiutato a capire il fenomeno, in particolare da parte dei media, complicando gli stessi sforzi di chi voleva batterlo. Ora per questa fase è finita (...). Da venerdì il nuovo presidente  sarà giudicato in base da come attuerà le sue promesse e quali risultati daranno (...)" ( Paolo Mastrolilli, inviato  a New York, 17 gennaio 2017).

Ed ecco il testo di Paul Krugman, economista, docente di Princeton e Nobel: "John Lewis ( uno dei fondatori del Movimento per i diritti civili, attualmente membro della Camera dei Deputati, ndr ) ha detto che non si presenterà alla cerimonia di inaugurazione  di Trump, perchè  considera Trump un presidente illegittimo. Questa frase ha provocato, come potete immaginare, la reazione isterica di Trump, con una cascata di insulti,  eppure Trump aveva più volte negato la legittimità della presidenza di Obama (...).Ma non parliamo di Trump. Piuttosto domandiamoci se il deputato Lewis ha detto una cosa giusta dichiarando illegittimo l'uomo che sta per entrare alla Casa Bianca. Si, ha detto la cosa giusta.  La sua affermazione è un atto di patriottismo. Patriottismo  vuol dire difendere i valori del proprio Paese, non  sottomettersi comunque alla volontà del caro leader. Dire che le elezioni sono state alterate non è una fantasia da complotto. Con la partecipazione  dei russi, del FBI e delle storie false diffuse in rete, è la semplice verità. ( New York Times, 17 gennaio 2017).

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –18– gennaio-2017 pag. 12

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