Il Fatto Quotidiano
UN BRUTTO GIORNO: TRUMP E' PRESIDENTE

Caro  Furio Colombo,

Molti americani, nella vita pubblica e privata, in televisione e per le strade, sui " social " e infinite conversazioni, dicono che è un brutto giorno e che non era mai accaduto. Vado spesso negli USA e non ricordo tanta tensione.

Alberto

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Oggi, mentre leggete questa pagina, Donald J. Trump, costruttore miliardario, auto candidato e senza partito, dopo avere vinto  a sorpresa ( con l'aiuto dei russi, dicono la CIA e lo FBI ) le elezioni presidenziali americane,  scende ( di malavoglia ) dal 58esimo della sua torre nella Fifth Avenue di New York per entrare nella vecchia e piccola costruzione detta Casa Bianca, da dove eserciterà Il potere ( grande, esteso, immediato ) che spetta al presidente degli Stati Uniti.

A Trump accade di indicare un nuovo amico di nome Vladimir  Putin, di professione presidente della Federazione Russa, un leader potente che, come  ultima impresa ( fino al dicembre scorso ) ha combattuto in Siria, accanto ad Assad, l nemico degli americani e dell'Occidente. Con  Assad, ha  provveduto   alla distruzione della città di Aleppo.  "Non si vede perchè non dovremmo essere amici," ha detto più volte il nuovo presidente americano, che, di sicuro, non parla di pace. E' dunque in corso  un capovolgimento dei legami americani, ma senza che il caro leader abbia condiviso le sue ragioni. In questo giorno hanno l'obbligo di abbandonare le loro sedi e il loro incarico  tutti gli ambasciatori nominati  da Obama. Evidentemente, per Trump, è meglio avere tante  sedi vacanti nel mondo che tollerare la presenza, un giorno di più, di persone scelte e nominate dal presidente nero. L'Uomo Bianco non scherza.  Molti americani, però, ricorderanno questa giornata, non per la sfarzosità e il costo delle feste ( che dovrebbero durare tre giorni, come nelle fiabe ), ma perchè nell'istante in cui Trump presta giuramento, 20 milioni di americani  perdono le cure mediche garantite del famoso Obamacare, che li aveva messi  al sicuro. Trump odia l' Obamacare perchè lo odiano le compagnie  di assicurazione. Soprattutto perché l'odiato ( da Trump e dalla grande famiglia dei razzisti americani) Obama aveva incluso nel nuovo tipo di assicurazione coloro che sono già malati, e le malattie croniche, un buonismo  che le compagnie di assicurazioni  ( e Trump, che le rappresenta) detestano. La vita è quella che è, e se sei malato e povero, fatti tuoi. Ma Obama  aveva incluso anche l'aborto, fra le cure  garantite dallo Stato. E questo, hanno gridato Trump e gli assicuratori, offende Dio. Segue un particolare  che, da solo, definisce una presidenza. Trump ha ordinato ai suoi bravi, al Congresso, di abolire subito la legge per le cure mediche di Obama. Subito ( oggi ) vuol dire: senza aspettare, buona o cattiva, un'altra legge. Venti milioni di americani sono stati abbandonati a se stessi. Questa è la festa, per cominciare.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –20– gennaio-2017 pag. 10

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