Il Fatto Quotidiano
EPPURE PARE CHE A QUALCUNO PIACCIA IL PRESIDENTE USA

Caro Furio Colombo,

Ho visto elogi, approvazioni,grida di giubilo per il discorso di Trump. Non  da parte di americani ( che hanno gremito  le strade di dimostranti  anti-Trump), ma da alcuni di coloro ( nel nostro caso, autorevoli  italiani ) che Trump respinge e da cui non vuole  ne' persone ne' prodotti. Mi spiega?

Sandro

Senza dubbio assistiamo a una grande stranezza. Gente messa alla porta con una brutalità senza esitazioni da Trump, resta dietro la porta ormai chiusa ad elogiare le parole e la barriera che, ci promette Trump, d'ora in poi sarà invalicabile. E trova " grande" chi lo accusa di avere vissuto alle spalle  dell'America, di essersi difeso con soldati americani-, di avere rubato il lavoro portandoselo a casa, e di  osare di mandare in  America prodotti che non sono americani.  Si potrebbe rispondere ( senza accostare Trump a Hitler ) che anche al tempo di Hitler molti, persone e governi, fuori dalla Germania, si sono subito  dichiarati pronti a seguire un regime che li rendeva succubi. Accettiamo dunque un fatto che la storia ci insegna. Serpeggia  sempre, e a volte dilaga, la voglia di sottomettersi se qualcuno promette di essere forte, assoluto, deciso in quello che  ordina di fare, senza badare   al senso della nuova predicazione. Ma ha ragione Pierluigi Battista ad ammonire che non si deve accostare Hitler a Trump. Hitler, nella sua distruttiva follia,si  rivolgeva al mondo, e poteva diventare  suo fedele  chiunque decideva di seguirlo. Ricordate le "SS Italiane"? Se per caso Trump fosse, e non lo è, il nuovo  Hitler, la sue brigate sarebbero esclusivamente  americane, con verifica ( come Trump ha  fatto con Obama, uno sospetto perchè nero)  del  il certificato di nascita. Come fai a gettare il tuo  cuore, la tua approvazione, la tua adesione, dicendo: " caspita  che bravo, questo si che è un leader!" a uno chenon  ti cerca, non ti vuole, e se ti presenti, ti manda indietro? Occorre ricordare a Grillo (che apprezza l'uomo forte ) e al direttore della Stampa Molinari ( che pure è giornalista di molta    esperienza, che ha dedicato un editoriale  di incondizionata approvazione   al discorso del giuramento, che Trump ha dichiarato  di non volerne  sapere di loro, in quanto non nati in America? Sia Grillo che Molinari sono specificamente accusati ( come noi tutti )  di essersi fatto le case rubandole agli americani. Si può partecipare a una" rivoluzione"( definizione di Trump)anche se in certi momenti della Storia è rischioso, e i leader provocano qualche dubbio, se è una rivoluzione  politica che. Ma che cosa fare con  una rivoluzione psichica nella testa di uno che oltre metà del suo Paese respinge?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –24– gennaio-2017 pag. 10

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