Il Fatto Quotidiano
GUADALUPE, LA PRIMA DEPORTATA DI TRUMP

Caro Colombo,

Conosci la notizia: una giovane madre messicana è andata a firmare, come da lunga consuetudine, il registro dei cittadini immigrati, che attendono ancora di essere legalizzati ( è prescritta  una firma ogni sei mesi e lo fa da molti anni ). Ma questa volta, 8 febbraio, è stata subito arrestata e deportata.  Non ha commesso alcun reato. Lavora, ha un marito che lavora e due figli a scuola. Ricordiamoci il nome. Si chiama Guadalupe Garcia de Rayos ed è la prima deportata di Trump.

Alba

Il presidente, nel suo linguaggio stradale popolare sostiene che i " bad dudes " devono essere cacciati subito, e che deve farlo perchè lo ha promesso in campagna  elettorale.. Facile mantenere le promesse se le pagano gli altri  ( tutte le promesse di Trump sono a carico delle vittime.) Ma persino in questo  caso c'è  una falsità in più. Guadalupe non 'è una " bad dude", ovvero un brutto ceffo. Lavora, ha due figli a scuola ( tutti e due intenzionati  ad andare all'università ), vive da oltre vent'anni in una comunità laboriosa che ha una colpa inventata da Trump: essere di origine  messicana, in una città, Phoenix, dove in municipio si parla spagnolo, dove   metà dei poliziotti ( e dei soldati che, da qui, sono stati  mandati a combattere in Iraq,  o sono  ancora  in Afghanistan ) sono di origine ispanica. La deportazione di Guadalupe, che divide in modo rovinoso una famiglia felice nel suo piccolo sogno americano, si deve non solo all' incontenibile culto di se stesso del  mega-palazzinaro diventato, per una disgrazia imprevista, e nonostante la mancanza di voti popolari, presidente degli Stati Uniti. Si deve anche alla vendetta. Se, in sequenza, cinque giudice federali ( tre di nomina repubblicana ) respingono le  decisioni di Trump,  perchè prive  di base giuridica, qualcuno deve pagare.

Ha pagato per prima,  Guadalupe Garcia de Rayos. Seguono retate che il "New York Times " ha definito " da  camicie brune", ( la divisa nazista ) : centinaia di cittadini di origine  messicana vengono strappati alle case e alle fabbriche e avviati nel deserto,  in un Paese di piena occupazione, dove non  c'è alcuna  lista di attesa per prendere il loro posto ( spesso non il più desiderabile ). E' iniziata la distruzione dei principi e dei valori americani che era la vera promessa di Trump. E Trump  è un uomo deciso: nessuno di quei valori e di quei principi deve continuare ad esistere. Si tratta di  un buonismo superato che non interessa la nuova  grande destra americana  che sta confinando ( vedi la fede del consigliere speciale Bannon in Julius Evola )  col fascismo.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –15– febbraio-2017 pag. 12

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