Il Fatto Quotidiano
TOLTA LA PAROLA IN SENATO A ELIZABETH WARREN

Caro Furio Colombo,

Stranamente è stata data  troppa poca attenzione a incidente grave  avvenuto nel Senato americano il giorno  8 febbraio. E' stata  tolta la parola alla sen. Elisabeth Warren mentre leggeva una lettera di Coretta King.

Stefano

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Ci sono eventi, che  si moltiplicano da quando Trump è presidente, e una corte di personaggi di  una destra finora sconosciuta lo circondano. Accadono cose che in tanti  definiscono " non. Americane"  perchè sono estranee sia alla tradizione americana sia alla democrazia. Niente,nell'America  di Trump, ha a che fare con  il rispetto delle  libertà individuali e il vasto orizzonte di libertà rispettata ad ogni costo, che è sempre stata il senso e il valore della Storia e delle storie americane. La deportazione  indiscriminata dei rifugiati, non in base alla legalità dei documenti o alla loro condizione giuridica al momento ( aver commesso reati ) ma esclusivamente in base alla nazionalità dei loro documenti di provenienza, in base a una decisione soggettiva, senza legge e senza giudice sulla loro pericolosità, è il segno dell'ingresso in un'epoca estranea all'America conosciuta finora.  In questo nuovo contesto pericoloso  in cui il presidente e la sua gente sembrano  essersi  messi deliberatamente fuori dalla Costituzione ( di  cui non parlano mai ) si situa l'evento, che certo diventerà una delle pagine oscure della storia del Paese. Il giorno 8 febbraio  è stata tolta, con  violenza,  e fuori  da ogni regola, la parola alla senatrice Elizabeth  Warren. Si stava discutendo, in senato , l'approvazione del  senatore Sessions a ministro della Giustizia. Sessions era persona che,  già in passato, si era visto negare dal Senato ( repubblicani compresi ) la nomina a giudice Federale "perchè  troppo a destra" e simpatizzante del Ku Klux Klan. Nel caso di cui stiamo parlando, la sen. Warren stava leggendo una lettera molto dura  di Coretta King contro Sessions.  In quella lettera, la  frenetica attività di Sessions  per impedire ai neri di votare era  descritta con parole e giudizi comprensibilmente ostili.  A questo punto il presidente repubblicano della commissione McConnell ha fatto togliere il microfono alla sen. Warren,  in base  alla disposizione  19 del regolamento  ( 1892 ) che vieta ai parlamentari di insultare  personalmente i colleghi, fingendo di non  sapere o di non capire che la Warren stava leggendo parole di Coretta King .Non sono  mai seguite scuse  ne alcun tentativo di limitare la gravità dell'odioso  incidente. Semplicemente  si è dimostrato che, nell'America di Trump, si può umiliare e zittire  un senatore, anche  del livello e della fama di Elizabeth Warren, solo perchè  si vuole affermare il potere di farlo.Resta la domanda: perchè i senatori repubblicani si prestano al brutto gioco? Sono stati avvertiti di qualcosa che può durare di la del voto ?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –17– febbraio-2017 pag. 10

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