Il Fatto Quotidiano
LO STRANO CASO DEI TASSISTI IN RIVOLTA CONTRO LORO STESSI

Caro Furio Colombo,

ma come sono caduti i tassisti italiani nella trappola di una rivolta fisica per le strade quando il loro problema è tutto di comunicazione?

Rinaldo

Il problema è che noi viviamo il peggio di due modi di governare ( meglio: di essere governati).

Tutto dipende dal governo centrale, che decide non immune dalle spinte delle lobby e poi passaal Parlamento ogni dettaglio di ciò che il Parlamento deve approvare, provocando sovrapposizioni, incoerenze, contraddizioni, confusioni, specialmente quando i parlamentari,praticamente senza potere, ma interessati a esistere,  aggiungono qualche loro piccola variazione. Ma tutto dipende anche  dal governo locale, dove il sindaco dovrebbe avere in  mano un potere regolatore che diventa  subito il punto di riferimento con cui discutere. Nella " battaglia dei taxi" dei giorni scorsi si è verificato il peggio dei due poteri quando coesistono senza regole. Prima il parlamento ha preso decisioni senza alcuna preoccupazione  di ascolto e di intervento dei cittadini interessati ( una cosa che si fa sulle tasse o nel diritto penale, certo  non con provvedimenti amministrativi  che riguardano il trasporto urbano). Poi, almeno a Roma, il sindaco ha preso posizione non per risolvere ma per combattere,  mettendo il potere locale contro quello centrale, una  situazione rivoluzionaria  che, se presa sul serio, può diventare squilibrante e pericolosa, specialmente dopo che si è notata ( certo a Roma )  la presenza di violenza politica organizzata.  Per uscire dalla doppia trappola  si è dovuto  firmare un accordo tra parti improprie: il governo, che dovrà mandare  tutto, di nuovo,  in Parlamento ( di qui la diffidenza dei cittadini firmatari, diventati controparte  giuridica e politica del governo ). E un gruppo di leader  della protesta, la cui legittimità rappresentativa non è stata, per fortuna, contestata. Un buon governo  centrale( bene informato su danni e vantaggi dei cambiamenti) e un buon governo locale ( attento a proteggere dalla violenzae dal disordine urbano coloro che nel governo locale confidano), sarebbero stati utili. Ma non c'erano.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –23– febbraio-2017 pag. 10

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