Il Fatto Quotidiano
EUROPA E AMERICA, L'OMBRA DI VLADIMIR PUTIN

Caro Furio  Colombo,

è evidente che Putin ha allargato il suo spazio. C'è nel Mediterraneo, c'è in Siria, c'è a ridosso degli ex Paesi del patto di Varsavia, c'è contro l'Europa, c'è a spese dell'Ukraina E quando vuole arriva  in Libia. Ma c'è in America. Accanto all'America. Non è la trama di un bel thriller?

Dino

L'ombra di Putin ha cominciato  ad allungarsi  su molte parti del mondo, e ad oscurare eventi ( di solito delitti ) che restano ovvii misteri ( è evidente che  il mandante  è Putin, ma mancano sempre le prove per dirlo, o la volontà politica di farlo ). Oppure  la partecipazione  russa è deliberatamente alla luce del sole,( il sostegno alla Siria, le basi e le  truppe in Medio Oriente, la distruzione di Aleppo ) ma nessuno raccoglie la sfida.  La situazione però era relativamente in equilibrio fino alla fine della presidenza Obama. Ovvero Putin, benchè non adeguatamente contrastato, era il capo non amico  di una potenza infida, tenuto a bada anche con sanzioni.

Improvvisamente, con l' America di Trump, ha un ruolo rovesciato : amico e confidente della classe dirigente legata alla nuova presidenza.  Niente è accaduto o ci è stato detto sul perchè di un simile cambiamento, e nessuno  lo ha apertamente dichiarato. Ma sia la vicenda dell'ex capo della Sicurezza Nazionale, generale Flynn, congedato  per avere avuto rapporti segreti con l'ambasciatore russo a Washington, sia ripetute  dichiarazioni del presidente , che  manda via Flynn ma conferma i fili di connessione con Putin, ci dicono il fatto nuovo. La Russia è una sorta di alleato ombra  degli Stati Uniti, ma resta una controparte non amica dell'Unione Europea. La confusione diventa più grande quando si pensa che neppure Trump è amico dell'Unione Europea. Entrambi  i  leader sono uomini antichi  che intendono il potere come decisione unilaterale che non si discute con nessuno, e in cui il monarca si tiene le mani libere per  accettare o respingere alleanze, per decidere affinità o avversione. Una situazione del genere lascia a Putin un vantaggio mai goduto prima da un giocatore di strategia mondiale. Come Trump, può valersi di decisioni improvvise e apparentemente incoerenti o in contraddizione  con quanto detto e fatto un minuto prima. Ma, a differenza  di Trump, ha già eliminato i media che potrebbero interferire, e non ha organi democratici di controllo. Si produce dunque nel mondo un fatto nuovo e clamorosamente diverso. Questo fatto spiega la dura battaglia di Trump contro i media, dichiarati ( dal presidente degli  Stati Uniti ) " nemici del popolo". Qualcosa che ancora non sappiamo spinge Trump  verso Putin e viceversa. Ma solo Putin ha piena libertà di azione  nel gioco strano e misterioso che - si direbbe  - è in preparazione.

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –28– febbraio-2017 pag. 10

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