Il Fatto Quotidiano
INDOVINA CHI VA IN SVIZZERA A DIFENDERE UN MORENTE

Caro Furio Colombo,

tante parole ma nessuno ha aiutato Fabo che vuole morire. Tranne Marco Cappato.

Mario

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Vero. il nome è noto, fra i radicali sempre presenti e sempre attivi nella lotta per i diritti civili.

Sappiamo che, per ragioni  che in tanti  ignorano, i radicali, dopo Pannella, si sono divisi. Sappiamo che in Svizzera, per stare accanto al morente, è andato da solo il radicale Cappato. Per Capire, immaginiamo di trasformare il triste ma anche nobile evento in una grande scena teatrale.  Da un lato, in un grande spazio vuoto.Vediamo un letto, un uomo che muore in condizioni insopportabili, circondato da medici assenti, dall’immenso affetto impotente di poche persone.

Dall'altra il vasto emiciclo di un parlamento da cui si leva un gran vociare inutile, perché nulla e nessuno sembra sapere che cosa fare o come farlo e perche', e c'è chi invoca la fede e chi ci fa sapere quanto è stato bravo, in passato. Ma il risultato e' niente, puoi morire nel dolore più atroce, e circa mille persone, divise in deputati e senatori, non hanno niente da dire, salvo alcuni che citano Dio  come ragione per abbandonarti al tuo terribile destino solitario. E allora, a nome di una associazione piccola, privata ed economicamente disastrata, si fa avanti Marco Cappato , dice: mi prendo cura dell'uomo a cui è stato proibito di morire per ragioni estetiche e ornamentali ( perché' interrompere la bellezza della vita?) E Cappato lo fa, da solo, senza dichiarazioni poetiche o teologiche o para politiche ( nel senso del voto ) . E costi quello che costi, aiuta a morire chi non può vivere  (non si tratta di scelta dopo amabili conversazioni con i sapienti, si tratta di non poter più continuare ). Bene, se volete ricordare un nome a chi vanta le qualità del Paese, se volete dire a uno straniero  un nome italiano da ricordare, ripetete il nome di uno che ha avuto il coraggio di andare avanti da solo, senza un parlamento inutile, senza un presidente dellarepubblica cautamente in silenzio, senza un gesto di solidarietà,fratellanza, sostegno di qualcun altro ( salvo buoni articoli postumi come questo).

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –01–marzo -2017 pag. 12

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