Il Fatto Quotidiano
IL NUOVO GALATEO: NON PARLARE MAI DEI PROCESSI

Caro Furio Colombo,

Sono rimasto molto stupito della proposta di rendere segreti gli atti giudiziari. Prima di essere contro la natura stessa dell'evento  giudiziario ( il processo, salvo decisioni  motivate e rarissime, è pubblico ) la proposta è profondamente estranea dall'ordinamento democratico. Da quando viviamo in una situazione morale, giuridica, politica in cui  " nessuno deve sapere?

Filippo

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L'idea di rendere segreti  gli avvisi di garanzia  in una civiltà in cui devi avvertire tutti ( " le pubblicazioni" ) se ti sposi, non ha avuto, per ora, vita lunga. Ha trovato una opposizione ( più di opinione pubblica che di notabilato) troppo vivace per durare. Ma era molto forte, molto voluta, e tornerà. Ha portato comunque a uno strano coro destra- sinistra in cui si è detto e ripetuto che bisogna smetterla di  permettere che i giudici decidano chi governa e chi legifera, con il loro potere di potare l'albero quando vogliono. Si da il caso che quel potere sia uno dei tre poteriche formano la democrazia. Immaginare che il potere giudiziario agisca per dispetto  o per invidia del governare degli altri è altrettanto legittimo come immaginare che i politici siano tuttiladri ed essere persuasi che chi  gestisce l'esecutivo lo fa solo per conto di lobby e di affari propri. E' un pensiero  cupo e legittimo e purtroppo ricco di conferme che non dovrebbero esserci.

Ma non permette che un potere elabori modi di rendere sterile o impossibile l'attività dell'altro( che, come stabilisce la Costituzione,  è sempre ingerenza, ma a condizioni e regole  strette e precise ). Rendere  segreti gli atti giudiziari rimuove un notevole deterrente a carico del titolare di ufficio pubblico, specialmente se eletto, il quale può continuare a operare fingendo di essere immune, di fronte a una opinione pubblica che lo crede immune. Inoltre crea un mondo di ricatti, scoop  e rivelazioni che non giova certo nè al buon costume giudiziario né al buon costume politico. Sembra chiaro che il vero protagonista,  a questo punto, sono i media. E poichésiamo entrati nella violenta galleria del vento  delle storie false ( " i fatti alternativi",  fake news) il compito dei media si fa ancora più solitario e difficile, ma ancora  più importante. La strana e colorita corte di re Trump ( che va molto al di la di Alice nel Paese delle Meraviglie e del mago di Oz) investe il giornalismo di un compito notarile  che dovrebbe essere  accettato come un dovere presso  i cittadini e una sfida agli Stati e alle istituzioni bugiarde. I giornali cosi detti "indipendenti " dovrebbero riprendersi la loro indipendenza. E credo che anche i giornali politici, impegnati comesono a diffondere le loro opinioni e interpretazioni dei fatti, dovrebbero assumersi, presso i cittadini, l'impegno  a non cambiare i fatti o a non fare circolare notizie  false, alla Trump.

So che è possibile  perché, per esempio, l'intera programmazione di Radio Radicale, in  questa Italia appena descritta, è carica di idee e di opinioni ma non ha mai cambiato un fatto. Il modelloc'è. E' molto dignitoso e, come potete constatare, dura a lungo. Che ne direste di provare?

FURIO COLOMBO

LETTERA - IL FATTO –21–marzo -2017 pag. 10

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